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Trematic, il miglior ritorno di un marchio storico: quando la storia esce dal cassetto

Dal recupero dell’archivio storico ai nuovi modelli Swiss Made: la rinascita di Trematic racconta come si può riportare in vita un marchio senza vivere soltanto di nostalgia.
Settembre 4, 2026 – Marco De Luca

C’è una categoria di orologi che io guardo sempre con una certa curiosità: quelli che un giorno finiscono nel cassetto della storia e, qualche decennio dopo, qualcuno decide di tirarli fuori. Purtroppo, molto spesso, si tratta con un logo vintage riciclato su una cassa qualunque e la faccia tosta di chi ti vende la nostalgia di qualcun altro.
Trematic appartiene invece a quel piccolo gruppo di recuperi storici che funzionano davvero. E la ragione non è nel marketing: è, letteralmente, in un cassetto.

Fondata a Ginevra nel 1952, negli anni ’50 e ’60 Trematic si costruisce una reputazione seria fatta di fasi lunari, calendari tripli e collaborazioni prestigiose. Il colpo di genio tecnico si chiama Bidynator: tra le prime al mondo a introdurre la carica automatica bidirezionale della massa oscillante, con i calibri Felsa che dopo la scadenza del brevetto Rolex sfruttarono proprio questo principio, oggi standard su qualunque automatico. Poi, arrivano gli anni ’80: il quarzo, il buio, quarant’anni di silenzio.

La rinascita del 2022 non parte da una sala riunioni, ma dalla passione tramandata da un nonno al nipote, Daniele Campagnano, oggi alla guida del marchio e da un Trematic storico custodito in un cassetto. Non un fondo che compra un nome dimenticato: un innamoramento di famiglia diventato azienda, che torna letteralmente nell’archivio storico a recuperare proporzioni e dettagli reali, invece di inventare un generico “spirito anni ’60”. Il risultato è sorprendente, un’identità doppia che funziona davvero bene: cuore svizzero, testa italiana, Swiss Made nei movimenti, governance e visione profondamente italiane.

C’è anche una firma stilistica che attraversa tutto il catalogo, ed è la cosa che a me convince più di ogni claim: il font Trematic, un carattere numerico originale, disegnato apposta e diverso da qualsiasi altro sul mercato, con cifre eleganti, originali e riconoscibili. È lo stesso font usato negli anni ’60, recuperato con intelligenza, invece di lasciarlo chiuso in un cassetto. Un piccolo dettaglio che vale più di mille loghi: un vero e proprio stilema del marchio.

Archivio Uno ref. 502, il ritorno del classico

Se dovessi indicare a un neofita “guarda, questo è esattamente quello che intendo per revival fatto bene”, punterei dritto sull’Archivio Uno ref. 502: la reinterpretazione diretta della vecchia ref. 502 degli anni ’60.

Un dress watch davvero elegante con fascino da vendere.
Le misure descrivono un orologio sicuramente ben progettato: cassa da 38 mm, spessore di appena 9 mm senza contare il vetro bombato, 45,5 mm di lug to lug, anse affusolate con il caratteristico “scalino” ripreso pari pari dal modello originale.
Il quadrante è un pie-pan, con quella profondità ottica che i quadranti piatti moderni si sognano. Dentro batte un Sellita SW 200-1 di grado elaboré, non un movimento esotico, ma probabilmente la scelta più sensata in questa fascia di prezzo: robusto, riparabile ovunque e con 41 ore di riserva di carica. L’impermeabilità è di 50 metri (giusta per un dress watch, non chiedetegli di più) e il cinturino ha lo sgancio rapido per poterlo cambiare in secondi, cosa che il modello del 1960 ovviamente non si sognava nemmeno.

Il risultato è un’eleganza sottile, fedele all’originale nel disegno ma completamente moderna in tecnica e materiali.
Uno dei dress watch più interessanti considerato anche il prezzo di 930 €, una rarità per uno Swiss Made con questa qualità e finitura.

T-Five Beigua Maris, il diver originale

E qui si parla di uno dei miei diver preferiti degli ultimi anni: il T-Five Beigua Maris non scimmiotta Submariner o Fifty Fathoms come fanno nove diver su dieci. È bello, originale, disegnato da zero, riconoscibile e, dettaglio non indifferente, riesce a mantenere un prezzo competitivo rispetto al sorprendente pacchetto tecnico offerto. Il nome arriva dal Monte Beigua, in Liguria, non a caso una delle zone più ricche di titanio d’Europa, e infatti la cassa da 39 mm è realizzata in titanio grado 5, la lega più nobile (e più cara da lavorare).

Misure e specifiche sono davvero ottimali: solo 11,3 mm di spessore (13,8 mm contando il vetro), 45,5 mm da ansa ad ansa, impermeabilità di 300 metri e poi il movimento, un La Joux-Perret G101, automatico svizzero con ben 68 ore di riserva di carica. Tradotto in linguaggio umano: lo togliete dal polso il venerdì sera, lo ritrovate ancora vivo e vegeto il lunedì mattina, senza dover fare i conti con la lancetta dei secondi ferma per dispetto.

La ghiera, sempre in titanio grado 5, è unidirezionale con 120 click, con l’inserto in ceramica opaca e la scala sessagesimale illuminata, il vetro è uno zaffiro ultra-bombato con ben 6 strati antiriflesso (uno dei dettagli che mi ha stupito di più) e poi abbondante Super-LumiNova BGW9 per le lancette e lo storico font Trematic per gli indici addirittura il lume 3D.

Tre le varianti disponibili: dal grigio antracite con quadrante degradé della versione Shadow, alle sorprendenti Desert (color sabbia) e Marina (azzurro turchese) che sfoggiano un dial completamente full lume, un vero spettacolo al buio. La minuteria al centro tra l’altro rende il Beigua Maris subito riconoscibile.
Un diver Swiss Made davvero riuscito che stupisce anche per il prezzo: solo 1.200 euro nonostante caratteristiche di fascia nettamente superiore.

ZY6, il neo vintage per tutte le occasioni

Se Archivio Uno è il nipote fedele e T-Five è il cugino sportivo, ZY6 è quello che si è trasferito in città e ha scoperto lo stile. È l’orologio da tutti i giorni ma anche da tutte le occasioni. Elegante e piccolo come un dress watch ma funzionale e resistente come un field watch. Cassa da 38 mm e 11 mm di spessore che riprende gli stilemi delle epoche d’oro del marchio senza copiare nessun modello specifico.

Dentro trova posto ancora il Sellita SW200-1, mentre il quadrante a settori, proposto in ben sette varianti cromatiche, è costruito in tre strati sovrapposti ed è probabilmente la parte più interessante dell’intero orologio: indici applicati, superfici con texture diverse dal granulato al liscio e poi grafiche bicolori (e sì, ci sono anche le versioni Tuxedo) ma anche lancette dauphine che si illuminano al buio.

Molto bello e particolare anche lo storico bracciale a scala realizzato in collaborazione con Forstner, un vero tocco di vintage sportivo.
Un vero e proprio neo vintage disponibile sia con cinturino a 750 € che con bracciale in acciaio a 850 €.

Archivio Uno ref. 802, rinasce il complicato

E poi c’è lei: la referenza che ha fatto capire a tutti che Trematic non stava semplicemente “rifacendo il vintage”, ma stava riportando in vita complicazioni vere. L’Archivio Uno ref. 802 Collector’s Edition è un calendario completo con fase lunare, la stessa combinazione che negli anni ’50 rappresentava il vertice dell’espressione tecnica del marchio, racchiusa in una cassa storica decisamente compatta di soli 35,3 mm, proporzioni volutamente fuori tempo rispetto agli standard moderni, ma che dimostrano quanto fossero eleganti e portabili gli orologi di un tempo.

Prodotta in sole 30 unità numerate, la ref. 802 è stata un sold out quasi istantaneo. Non è il classico trucco del “limited edition” gonfiato ad arte per creare hype fittizio, ma il recupero fedele per tecnica ed estetica di un pezzo di storia dell’orologeria. Un orologio dedicato ai veri collezionisti che ho avuto la fortuna di recensire direttamente prima che uscisse (e finisse così velocemente). Davvero splendido.

Trematic non ha ancora la storia ininterrotta per far girare la testa a una cena tra collezionisti seri, e va bene così. Ma se il metro è la coerenza tra racconto e prodotto, supera l’esame a pieni voti: vero archivio storico, materiali di qualità, qualità Swiss made e un font che è vera identità e non decorazione. Se cercate un orologio per dire “guarda quanto ho speso”, guardate altrove.
Se volete un orologio, bello, davvero ben fatto e originale, beh, Trematic merita un posto nel cassetto. Quello vero.

Per tutti i dettagli, prezzi e modelli niente di meglio che scoprirli sul loro sito, QUI.

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