Tutti gli orologi di Ultimo: una collezione fuori di testa!
Nel panorama musicale italiano Niccolò Moriconi, in arte “Ultimo”, è noto per un linguaggio diretto, emotivo, spesso lontano dai riflettori del lusso ostentato.

Eppure, osservando il suo polso negli anni, emerge una collezione di orologi che racconta un’altra storia: tecnica estrema, pezzi iconici e una selezione che spazia dall’alta orologeria più radicale fino a segnatempo pop e accessibili. Non una raccolta costruita per coerenza accademica, ma un insieme eterogeneo che riflette successo, curiosità e, perché no, anche una certa ironia.
Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar in Ceramica Blu (470.000€)


Quando si parla di ceramica blu firmata Audemars Piguet, si entra immediatamente nel territorio dell’eccellenza tecnica più ostinata. Il Royal Oak Perpetual Calendar in ceramica blu è uno degli orologi più complessi e difficili da produrre della manifattura di Le Brassus: cassa e bracciale interamente in ceramica, calendario perpetuo ultra-sottile e finiture che richiedono ore di lavorazione manuale su un materiale notoriamente ostico.


Un orologio che sul mercato supera tranquillamente i quattrocentomila euro, avvicinandosi a cifre che non lasciano spazio a fraintendimenti. In questo contesto, Ultimo non sceglie un Royal Oak “facile”, ma uno dei più tecnici e rari, quasi a voler dichiarare che il successo non è sempre semplice, ma può essere anche molto “complicato”.
Audemars Piguet Royal Oak Sand Gold Flying Tourbillon (600.000€)


Qui entriamo in una dimensione ancora più esclusiva. Il Sand Gold è una lega proprietaria di Audemars Piguet, a metà strada tra oro bianco e rosa, discreta ma sofisticata, mentre il tourbillon volante rappresenta uno dei vertici dell’arte orologiera tradizionale.


Il valore di mercato del Royal Oak Sand Gold Flying Tourbillon si colloca intorno ai seicentomila euro, ma ciò che colpisce è la scelta stessa: non un orologio urlato, ma un pezzo che si fa notare solo da chi sa cosa sta guardando. Ultimo, in questo caso, sembra preferire il lusso sussurrato alla provocazione plateale, una scelta sorprendentemente matura per un artista spesso associato all’emotività più diretta.
Audemars Piguet Royal Oak “Jumbo” Extra-Thin Green Dial in Platino (220.000€)


Il Royal Oak “Jumbo” in platino con quadrante verde è l’orologio che pesa più di quanto sembri, in senso letterale e simbolico. Esteticamente sobrio, quasi minimalista, ma realizzato nel metallo più nobile e impegnativo. È un segnatempo molto esclusivo che non ha bisogno di complicazioni per affermarsi.

Con valutazioni che orbitano attorno ai duecentoventimila euro, questo Royal Oak Jumbo racconta un lato diverso di Ultimo: meno istintivo, più consapevole. È la scelta di chi conosce bene la storia del Royal Oak e decide di possederne una delle versioni più pure e silenziosamente autorevoli.
Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar in Ceramica Nera (250.000€)


La ceramica nera è probabilmente una delle declinazioni più iconiche del Royal Oak contemporaneo. Tecnica, sportiva, aggressiva quanto basta. Il calendario perpetuo aggiunge complessità, ma l’estetica rimane compatta e moderna.


Con un valore di mercato che si aggira intorno ai duecentocinquanta mila euro, questo orologio si inserisce perfettamente nell’immaginario pubblico di Ultimo: potente, riconoscibile, ma sempre lontano dall’eccesso barocco. È uno di quei pezzi che funzionano tanto sul palco quanto nella collezione di un vero appassionato.
Audemars Piguet Royal Oak “Jumbo” Blue Dial in Titanio e Platino (120.000€)


Una combinazione più tecnica che lussuosa, almeno in apparenza. Titanio e platino convivono in un equilibrio raffinato, pensato per chi apprezza la leggerezza tanto quanto il valore intrinseco.

Qui il mercato si muove attorno ai centoventimila euro, cifra più “contenuta” se rapportata agli altri Royal Oak della collezione. Ultimo dimostra così di non inseguire solo il prezzo più alto, ma anche il significato tecnico e progettuale di un orologio.
Rolex Daytona “John Mayer” Ref. 116508 (70.000€)


Impossibile ignorarlo. Quadrante verde, oro giallo e status iconico immediato. Il Daytona “John Mayer” è uno degli orologi Rolex più desiderati dell’ultimo decennio.

Con quotazioni intorno ai settantamila euro, è un segnatempo che parla il linguaggio della celebrità globale. Su Ultimo, però, non appare come un semplice simbolo di status, ma come una scelta coerente con il suo gusto per gli orologi che sono diventati fenomeni culturali prima ancora che collezionistici.
Rolex Daytona Ref. 6263 (80.000€)


Qui si cambia registro. Il Daytona 6263 è un cronografo vintage, manuale, legato alla storia più pura di Rolex. Plexiglass, pulsanti a vite e un fascino che nessuna riedizione potrà mai replicare.


Valutato intorno agli ottantamila euro, questo orologio racconta un Ultimo meno pop e più collezionista, attento alla tradizione e al valore storico, non solo alla riconoscibilità immediata.
Rolex Submariner Date 126613LN (16.500€)


Acciaio e oro, lunetta nera, anima sportiva. Il Submariner Rolesor è uno dei Rolex più trasversali in assoluto. Con un valore di mercato che supera i sedicimila euro, è probabilmente l’orologio più “normale” della collezione.


Ultimo addirittura lo indossa persino in una classica giornata al mare, senza la paura che la sabbia, il sale marino o il succo appiccicoso dell’anguria possano rovinarlo. Dopotutto è un Submariner, progettato per scendere fino a 300 metri di profondità: se può affrontare l’oceano, può sopravvivere senza drammi anche all’estate italiana. Ed è forse proprio qui che questo Rolex trova il suo senso più autentico, lontano dalle vetrine e vicino alla vita reale.
Bulgari Octo Finissimo Skeleton in Titanio e Ceramica Nera (22.000€)


L’Octo Finissimo è l’outsider colto della collezione. Design architettonico, spessori ridotti e uno scheletro che mette in mostra la meccanica senza eccessi.

Intorno ai ventiduemila euro, è una scelta che dimostra gusto e curiosità. Ultimo, qui, si allontana dalle icone più inflazionate per abbracciare una visione più contemporanea dell’orologeria di lusso.
Rolex Oyster Perpetual 36 Tiffany Dial (13.000€)


Un orologio semplice solo in apparenza. Il quadrante turchese ha trasformato questa configurazione dell’Oyster Perpetual in una delle più ambite dai collezionisti. Oggi, infatti, l’Oyster Perpetual con questo colore di quadrante esprime quotazioni persino superiori a quelle di molti Datejust: un’anomalia interessante, considerando che rinuncia persino alla funzione data. Un dettaglio che, anziché penalizzarlo, ne ha rafforzato il fascino, dimostrando come nel mondo Rolex il desiderio possa contare più della complessità.

Con valori che si aggirano sui tredicimila euro, è uno dei Rolex più giovani e freschi della collezione. Su Ultimo funziona quasi come una pausa visiva tra pezzi ben più impegnativi.
Rolex Datejust 36 Blue Dial Ref. 126234 (13.000€)


Il Datejust 126234 rappresenta forse il punto di equilibrio ideale tra normalità ed eleganza. Cassa e bracciale in acciaio dialogano con la lunetta zigrinata in oro bianco, mentre il quadrante blu aggiunge profondità senza eccessi.

È un Rolex nella sua forma più classica e rassicurante, dove la semplicità non è mai banalità ma espressione di una manifattura che ha fatto della misura e della continuità il proprio linguaggio.
Anche qui il mercato parla di circa tredicimila euro, ma il valore simbolico è ben più alto.
Breitling Chronomat B13047 (2.000€)


Un tuffo negli anni ’90. Acciaio massiccio, design deciso, anima tool watch.
Con valutazioni attorno ai duemila euro, il Breitling Chronomat è forse il pezzo più sorprendente della collezione. Ma proprio per questo è autentico: Ultimo non colleziona solo status, colleziona storie.
Omega Moonswatch Snoopy Black (400€)


Chiude il cerchio l’orologio più accessibile e più pop. Il Moonswatch Snoopy non è alta orologeria, ma è un fenomeno culturale.

Pagato poche centinaia di euro sul mercato, racconta un Ultimo che non si prende sempre sul serio e che, ogni tanto, sa divertirsi anche con il tempo.
Va detto… siamo di fronte a una delle collezioni più interessanti viste finora nel panorama degli artisti italiani. Ultimo, del resto, non appartiene a quella generazione per cui l’apparire è la priorità assoluta. La sua collezione di orologi non è mai stata esibita in modo esplicito, se non attraverso qualche fotografia discreta, priva di ostentazione. E non è escluso che esistano altri segnatempo di cui semplicemente non siamo a conoscenza.

Tra Royal Oak dalle configurazioni più estreme, Rolex iconici e scelte più leggere e quotidiane, emerge però un filo conduttore chiaro: Ultimo non colleziona per moda, ma per passione. Predilige le versioni in ceramica, ma non rinuncia ai modelli più classici, passando con naturalezza dall’acciaio all’oro bianco. Per lui l’orologio non è un accessorio di contorno, ma un segno tangibile di crescita, successo e identità personale.
Ed è forse proprio questo a rendere la sua collezione interessante anche per chi, di musica, non ascolta nemmeno una nota.
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