LONARD: LA SARDEGNA AL POLSO
Lonard: una passione nata in Sardegna
Carbonia, 2019, un tavolo e due gin tonic. Mauro Gilardi e Antonio Scanu parlano di orologi finché la conversazione non li porta oltre l’ora di cena, e da quella sera comincia a prendere forma Lonard. Il nome viene da Lorenzo e Leonardo, i loro figli, e dice già molto di un progetto nato più da un legame personale che da un calcolo commerciale. La pandemia costringe a rallentare, ma nel 2023 il marchio arriva sul mercato.


L’obiettivo è una collezione meccanica che sappia esprimersi in registri diversi senza perdere identità. Cronografi, dress watch, GMT, diver e modelli con bracciale integrato convivono in un’offerta insolitamente ampia per un microbrand. I movimenti vengono da Svizzera, Giappone e Cina, il design è italiano e la Sardegna si riconosce nei dettagli, nelle ispirazioni e nei simboli. Il motto «Designed in Sardinia. Crafted in Switzerland» sintetizza questo equilibrio, che trova la sua forma più compiuta nel modello di punta, l’Infinity.
Lap01: il cronografo prende la corsia di sorpasso
Il primo capitolo della storia Lonard ha il nome di un giro in pista. Lap01 Coffee è un cronografo bicompax pensato per chi ama il motorsport classico, con un quadrante color caffè che cambia carattere a seconda della luce e lancette dal disegno proprietario. La cassa in acciaio da 40 millimetri conserva proporzioni contemporanee, ma il risultato richiama gli strumenti da gara di un’altra epoca.



Sotto il quadrante lavora il Seagull ST1901, cronografo meccanico a carica manuale con ruota a colonne e circa 45 ore di riserva di carica. Una scelta intelligente che permette di proporre un cronografo meccanico a un prezzo finalmente accessibile.
La lunetta fissa con inserto in ceramica e il vetro zaffiro antiriflesso impreziosiscono il progetto senza snaturarlo. Sul fondello, un’incisione ispirata alle auto da corsa completa il racconto. Lap01 è un biglietto da visita efficace: sportivo, meccanico e con una personalità ben riconoscibile.



Come detto, anche il prezzo è molto competitivo. 799 euro con cinturino in pelle, oppure 899 euro con bracciale in acciaio. Due configurazioni per un orologio che mette al centro il piacere della carica manuale.
Dressy: l’eleganza non alza la voce
Con Dressy, Lonard cambia registro. La cassa rotonda da 40 millimetri, spessa appena 10, il vetro zaffiro bombato e le lancette a forma di lancia spostano l’attenzione verso un’eleganza discreta, da indossare non soltanto nelle occasioni formali. Il quadrante è disponibile in blu soleil o nero ebano; gli indici alternano numeri romani ai punti cardinali e a bastone nelle restanti posizioni, mentre il datario a ore tre completa un’impostazione classica e leggibile.
Il movimento automatico Sellita SW200-1 è coerente con il ruolo del modello: un calibro svizzero conosciuto, concreto, senza effetti speciali. Il cinturino in pelle italiana completa un orologio che punta sulla versatilità più che sull’esibizione.



Esiste anche una versione limitata decisamente più personale: Akkoddi, chiamata come l’omonimo monte sardo considerato mistico, presenta sul quadrante una maschera stilizzata in bianco e nero, ispirata alla tradizione dell’isola. È il punto in cui il dress watch smette di essere soltanto classico e diventa anche il racconto di un luogo.


Un orologio molto classico ed elegante che costa 599 euro nelle versioni blu e nera.
La variante limitata Akkoddi costa invece 499 euro, con un quadrante che aggiunge al classico una marcata identità sarda.
Terraluxe: due fusi, una pintadera
Il Terraluxe GMT dimostra che dimensioni compatte e spirito da viaggiatore possono convivere. La cassa da 38 millimetri ha una forma arrotondata, quasi da oblò, enfatizzata dal vetro a cupola e dalla lunetta inclinata a 45 gradi. L’impermeabilità fino a 200 metri gli conferisce una robustezza che va oltre quella di un semplice orologio da viaggio, mentre il movimento automatico Seiko NH34A permette di leggere un secondo fuso orario nel formato 24 ore.



Le due versioni puntano su contrasti cromatici decisi. Eclipse abbina il quadrante nero a indici e lancette gialli, con lunetta in acciaio; Sunset sceglie invece un quadrante giallo, dettagli arancioni e un inserto in ceramica marrone.
La Sardegna non è un’etichetta aggiunta a fine progetto: sul fondello zigrinato compare la pintadera, simbolo che richiama la cultura materiale dell’isola. Anche il bracciale in metallo riserva una sorpresa pratica, con una chiusura dotata di microregolazione rapida per adattare la vestibilità senza attrezzi. Un GMT che ha voglia di viaggiare, ma non dimentica da dove viene.


Eclipse e Sunset offrono due interpretazioni cromatiche molto diverse dello stesso GMT automatico, con una cassa compatta, 200 metri d’impermeabilità, un design originale e un prezzo di 899 euro.
Sonar: immersione negli anni Settanta
Se Terraluxe cambia longitudine, Sonar si immerge in un’altra stagione dell’orologeria. L’ispirazione è molto chiara, arriva dai diver degli anni Sessanta e Settanta: quadrante nero opaco, cassa in acciaio con superfici spazzolate e lucide, lunetta unidirezionale a 120 scatti e bracciale in stile Oyster con maglie rivettate. Il diametro di 39 millimetri evita l’effetto corazzato, ma la presenza è quella di un vero sportivo, con corona a vite, vetro zaffiro, ghiera in ceramica e impermeabilità fino a 200 metri.




Il movimento automatico Seiko NH35 privilegia affidabilità e semplicità d’uso, mentre il Super-LumiNova C3 aiuta a leggere le indicazioni quando la luce cala. Sonar non cerca di reinventare il diver: recupera un codice estetico familiare e lo ripropone con materiali e soluzioni contemporanee. Il risultato è un orologio per chi ama il vintage, ma vuole la versatilità di un orologio moderno.
Il prezzo è in linea con le caratteristiche tecniche, 599 euro con cinturino in gomma, oppure 699 euro con bracciale in acciaio. Una differenza di costo che permette di scegliere fra un’impostazione più sportiva e la classica versatilità del metallo.
Infinity: la Sardegna diventa architettura
Presentato nel 2026, Infinity è il progetto più ambizioso e personale di Lonard. Il bracciale integrato e la cassa da 39 millimetri lo collocano nel territorio degli sportivi eleganti, ma sono le geometrie a renderlo diverso dai troppi modelli di gentiana memoria. Due lunette ottagonali sovrapposte e ruotate di 45 gradi generano una sequenza di spigoli e superfici che reagiscono alla luce a ogni movimento del polso. Le finiture alternate, satinate e lucidate, trasformano la cassa in una piccola architettura d’acciaio. Una cassa davvero unica e sfaccettata, con una complessità di disegno, vista solo sul Bulgari Octo Finissimo.

L’ispirazione arriva dal Pozzo Sacro di Santa Cristina, straordinaria testimonianza dell’architettura nuragica. Non si tratta di riprodurne le forme alla lettera, ma di tradurne l’equilibrio, la profondità e le proporzioni in un linguaggio contemporaneo.
Anche il quadrante, attraversato da linee orizzontali, contribuisce a creare movimento; gli indici applicati e le lancette lucide riprendono i riflessi della cassa. Attraverso il fondello a vista si osserva il Sellita SW200-1 automatico, con rotore personalizzato.



Infinity è anche il modello che rende concreta la promessa “Crafted in Switzerland”: componenti, lavorazioni e assemblaggio finale sono realizzati in Svizzera. Disponibile in bianco, nero e turchese, in quantità limitate, rappresenta il vertice della collezione. Ma è soprattutto un orologio che prova a raccontare la Sardegna senza ricorrere alle cartoline: lo fa attraverso proporzioni, superfici e luce.

L’Infinity costa 1.499 euro. È il modello più costoso della collezione, ma anche quello in cui il progetto di Lonard si esprime con maggiore originalità, fra bracciale integrato, geometrie scolpite, Swiss Made e ispirazione architettonica sarda.
Un’identità, molti linguaggi
Lap01, Dressy, Terraluxe, Sonar e Infinity non sono variazioni dello stesso orologio. Ognuno sceglie un linguaggio preciso: il cronografo da corsa, il classico da abito, il GMT colorato, il diver rétro e lo sportivo dalle geometrie architettoniche. A unirli è la volontà di far convivere sensibilità progettuale italiana, movimenti meccanici e attenzione alla costruzione.
Lonard è un marchio giovane, ma ha già scelto una strada interessante: invece di inseguire una sola moda, costruisce una famiglia di orologi con personalità differenti e un’origine comune. La Sardegna resta il filo conduttore, a volte protagonista del quadrante, altre nascosta sul fondello. Perché raccontare un luogo non significa necessariamente metterlo in mostra: qualche volta basta lasciargli ispirare una forma.
Per tutti i dettagli, niente di meglio che andare direttamente sul sito di Lonard

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.