Skip to main content

Veriwatch Substar: 300 metri di storia e carattere italiano

Veriwatch con il Substar riporta in vita un diver ispirato a un modello storico degli anni Settanta, con linee vintage e impermeabilità fino a 300 metri. Un orologio che rilancia un marchio storico italiano, puntando su identità, qualità costruttiva e produzione nazionale.
Ottobre 30, 2026 – Marco De Luca

Recuperare un marchio storico è relativamente facile: basta trovare un vecchio logo, rispolverare qualche fotografia d’archivio e raccontare una storia dal sapore vintage. Molto più difficile è trasformare quel patrimonio in un prodotto credibile, capace di parlare agli appassionati di oggi.
Con il Veriwatch Substar, il progetto di rinascita del marchio italiano compie un passo importante. Dopo l’Octopus, uno Skin Diver ispirato a un modello storico, arriva un vero diver da 300 metri, con dimensioni equilibrate e un’estetica che riprende quella originale dei primi anni Settanta.

La particolarità, però, non è soltanto il design. È la scelta di realizzare in Italia il maggior numero possibile di componenti, cassa compresa. Un’ambizione interessante in un settore nel quale il tricolore sulla confezione non sempre significa che l’orologio sia stato davvero costruito nel nostro Paese.

Veriwatch: una storia che riparte dal passato

La storia di Veriwatch comincia a Bari nel 1956. Negli anni successivi arrivano i fornitori svizzeri, la registrazione ufficiale del marchio e una produzione che comprende cronografi e orologi subacquei. Poi, come accaduto a molte realtà del settore, la crisi provocata dall’avvento del quarzo mette in difficoltà l’azienda, che all’inizio degli anni Novanta diventa un marchio dormiente.

La rinascita arriva nel 2022, quando Alessandro Leali decide di rilanciare Veriwatch con una nuova sede sul lago di Garda. L’obiettivo è recuperare il patrimonio estetico e tecnico del marchio, reinterpretandolo con soluzioni contemporanee e una crescente attenzione alla produzione italiana.
Non si tratta, quindi, di inventarsi un passato glorioso, ma di riprendere un capitolo autentico dell’orologeria nazionale e provare a scriverne uno nuovo.

Il primo risultato è stato l’Octopus, uno Skin Diver che riprende un modello degli anni Settanta con la funzione pulsometrica utilizzata per misurare la frequenza cardiaca. Con il Substar, Veriwatch alza l’asticella: l’ispirazione arriva da un diver storico della maison, ma le prestazioni sono quelle richieste a un subacqueo contemporaneo.

La Cassa: vintage nelle forme, moderna nelle prestazioni

Il Substar adotta una cassa in acciaio 316L realizzata in Italia, con un diametro di 41,5 mm, una distanza da ansa ad ansa di 46 mm e uno spessore di 12 mm, vetro escluso.
Sono proporzioni interessanti per chi apprezza i diver, ma preferisce modelli che non occupano tutto il polso con dimensioni eccessive. La lunghezza contenuta tra le anse favorisce infatti la vestibilità, rendendo il Substar adatto anche a polsi non particolarmente grandi.

La silhouette riprende quella storica, con una forma a botte e proporzioni che non inseguono le mode del momento, ma si rifanno a quelle originali. La finitura satinata della parte superiore si alterna alle superfici laterali lucide, valorizzando i volumi senza appesantirli.
La costruzione comprende una corona a vite con guarnizione di sicurezza, un fondello avvitato e un’impermeabilità di 300 metri.
Anche il fondello viene realizzato, inciso e smaltato in Italia: un dettaglio coerente con la filosofia produttiva del progetto. Il vetro è uno zaffiro bombato con trattamento antiriflesso. Una scelta che conserva il carattere vintage dell’orologio senza rinunciare a una soluzione moderna e resistente.

Il Quadrante e la Ghiera: il fascino degli anni Settanta

Il quadrante nero riprende il disegno del modello storico con una composizione semplice e immediatamente leggibile. La minuteria corre su un anello bianco, interrotto da accenti rossi che insieme alla lancetta dei secondi sono quel tocco di colore che aggiunge carattere al design.
Gli indici e le lancette a bastone mantengono il linguaggio estetico dell’epoca, ma vengono aggiornati con Super-LumiNova BGW9 di grado A, per garantire una buona leggibilità anche in condizioni di scarsa illuminazione.
Nel design di un diver, d’altronde, la leggibilità dovrebbe essere una priorità, e questo Substar lo conferma appieno.

Un altro elemento distintivo è la ghiera unidirezionale in vetro minerale, con 120 scatti. Il sottile profilo della lunetta fissa in metallo, caratterizzato da 14 lati, separa visivamente la ghiera dal vetro zaffiro bombato e aggiunge un dettaglio riconoscibile, fedele al carattere del Substar originale.
Il risultato è un equilibrio riuscito tra passato e presente: un’estetica nata oltre cinquant’anni fa, aggiornata per accompagnare un orologio progettato per essere utilizzato oggi. Un vintage che non è soltanto nostalgia, ma ripresa di codici estetici che sorprendentemente funzionano ancora alla perfezione.

Movimento svizzero, Cinturini italiani

All’interno della cassa lavora il Sellita SW200-1a, movimento automatico svizzero collaudato e ampiamente diffuso nell’orologeria meccanica contemporanea, con una riserva di carica di circa 41 ore.
Non è un calibro scelto per stupire con numeri da record, ma una soluzione affidabile e coerente con l’impostazione concreta del Substar. In un diver di questo tipo, poter contare su una base meccanica consolidata è una scelta sensata.

L’attenzione al Made in Italy prosegue con i cinturini, ispirati alle forme diffuse tra gli anni Sessanta e Settanta. Le alternative sono due: il Tropic Legend 1966, con la tipica trama trama a canestro intrecciato, e il Tropic Sport 1970, caratterizzato da fori più grandi che favoriscono elasticità e ventilazione.
In fase di preordine è possibile scegliere uno dei due cinturini oppure acquistarli entrambi con un supplemento di 70 euro. Una soluzione pratica per alternare un look più classico a uno più sportivo senza dover cambiare orologio.

Una scelta italiana, anche nel prezzo

Il Veriwatch Substar è disponibile in preordine a 950 euro. Terminata la fase promozionale, il prezzo ufficiale salirà a 1.220 euro.

La cifra va letta anche alla luce dell’ambizione produttiva del progetto. Realizzare in Italia una parte significativa dei componenti, compresa la cassa, significa affrontare costi e difficoltà che non sempre si incontrano scegliendo filiere più economiche.
Questo non rende automaticamente migliore qualsiasi orologio prodotto in Italia. Nel caso del Substar, però, la scelta ha un significato preciso: riportare valore e competenze nella tradizione orologiera nazionale, anziché limitarsi a utilizzare una storia italiana come strumento di marketing.

Viste le premesse non stupisce la scelta di utilizzare anche per la confezione un prodotto made in Italy. Per una volta il packaging, si può tranquillamente chiamare confezione.

Il Substar non pretende di reinventare il diver. Recupera un progetto storico e lo rende attuale con dimensioni equilibrate, impermeabilità importante e una precisa identità produttiva.
In un mercato affollato di reinterpretazioni vintage, è una proposta che si distingue soprattutto per la volontà di essere italiana anche nella sostanza. E se l’obiettivo è far rivivere un capitolo dell’orologeria nazionale, questa è una strada che vale la pena seguire.

Per tutti i dettagli, niente di meglio che andare direttamente sul sito di Veriwatch.

Caratteristiche tecniche:

  • Cassa: Acciaio 316L
  • Diametro: 41,5 mm
  • Spessore: 12 mm, vetro escluso
  • Da ansa ad ansa: 46 mm
  • Larghezza anse: 20 mm
  • Corona: a vite con guarnizione di sicurezza
  • Vetro: Zaffiro bombato con trattamento antiriflesso
  • Ghiera: Unidirezionale in vetro minerale, 120 scatti
  • Lume: Super-LumiNova BGW9 grado A
  • Movimento: Automatico Sellita SW200-1a
  • Fondello: Avvitato
  • Impermeabilità: 300 m / 30 ATM
  • Cinturini: Tropic Legend 1966 oppure Tropic Sport 1970
  • Prezzo in preordine: 950 € con un cinturino; 1.020 € con entrambi
  • Prezzo ufficiale: 1.220 € con un cinturino; 1.290 € con entrambi

Share this post

Lascia un commento

Share to...