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Serica punta sulle proporzioni vintage con il nuovo Field Chronometer Ref. 7505

Tre nuovi quadranti smaltati e proporzioni ultra-compatte per il field watch più rétro mai realizzato da Serica.
Maggio 22, 2026 – Matteo Serpellini

Negli ultimi anni il mercato ha lentamente riscoperto il fascino degli orologi compatti. Ma mentre molti marchi continuano a definire “vintage size” casse da 38 o 39 mm, Serica decide di spingersi molto più vicino alle vere proporzioni storiche dei field watch militari.

Il nuovo Field Chronometer Ref. 7505 scende infatti a 35 mm di diametro, dimensione che oggi può sembrare quasi estrema per un automatico contemporaneo. Eppure, guardando il progetto nel suo insieme, si capisce subito che Serica non ha semplicemente ridotto le misure per seguire una moda nostalgica.

L’idea qui è molto più precisa: creare un field watch autenticamente compatto ma ancora credibile come strumento moderno.
E sorprendentemente, almeno in buona parte, l’operazione funziona.

Un field watch davvero compatto… finalmente

Il dato più interessante non è solo il diametro da 35 mm, ma il modo in cui Serica ha gestito tutte le proporzioni.

Con 9,6 mm di spessore e 41,5 mm lug-to-lug, il nuovo Ref. 7505 mantiene infatti una silhouette molto equilibrata, senza sembrare un semplice “orologio ridotto”. La cassa continua ad avere presenza, anche grazie alla lunetta più ampia e al vetro zaffiro doppio bombato che amplifica leggermente la percezione del quadrante.

Certo, proprio la lunetta pronunciata renderà il dial ancora più piccolo agli occhi di chi è abituato agli standard moderni. E non c’è dubbio che questo Serica dividerà parecchio il pubblico.
Ma forse è proprio questo il suo pregio più interessante.

Perché invece di inseguire compromessi universali, il marchio francese sceglie una direzione molto coerente con l’estetica militare vintage da cui prende ispirazione.
E nel panorama attuale è quasi raro vedere un microbrand avere una personalità così definita.

I quadranti smaltati sono il vero valore aggiunto

La parte più riuscita del nuovo Field Chronometer è probabilmente il lavoro sui quadranti.

Le due versioni “Minute Critical” in nero e verde oliva riescono infatti a mantenere un look molto funzionale senza risultare banali. In particolare il verde oliva rappresenta una scelta intelligente: una tonalità rara nel segmento field watch e decisamente più elegante rispetto ai classici verdi militari troppo saturi che molti marchi utilizzano oggi.

Il “Tuxedo Dial”, invece, cambia completamente atmosfera.

Con la combinazione crema e nero e gli indici applicati a mano, il Field Chronometer perde parte della sua anima tool watch per avvicinarsi quasi a un piccolo explorer urbano. Meno rigoroso, ma forse anche il più affascinante della gamma.

E va riconosciuto a Serica un merito importante: riuscire a costruire quadranti molto caratterizzati senza riempirli inutilmente di testo, dettagli o richiami vintage forzati.

COSC sotto i 1.200 euro

Dal punto di vista tecnico, Serica continua a seguire una strada piuttosto intelligente.

All’interno troviamo il SoProd M100 automatico certificato COSC, movimento che ormai sta diventando una valida alternativa ai più diffusi Sellita SW200 per diversi marchi indipendenti europei.

Le specifiche sono solide: 4 Hz, 42 ore di riserva di carica e precisione cronometro certificata. Nulla di rivoluzionario, certo, ma assolutamente coerente con il posizionamento dell’orologio.

Molto più interessante è invece il fatto che Serica riesca ancora a proporre queste caratteristiche sotto i 1.200 euro, mantenendo anche 200 metri di impermeabilità e un design realmente distintivo.

In un settore dove molti microbrand iniziano rapidamente a inseguire prezzi sempre più ambiziosi, è un aspetto che merita di essere sottolineato.

Serica continua a costruire una propria identità

Il nuovo Ref. 7505 non è un orologio pensato per piacere a tutti.

Per alcuni sarà troppo piccolo. Per altri il bracciale Bonklip resterà una scelta troppo particolare. E chi cerca un field watch tradizionale probabilmente continuerà a preferire alternative più convenzionali come Hamilton o Tudor Ranger.

Ma proprio questa capacità di mantenere un’identità chiara rappresenta forse il vero punto di forza di Serica.

Perché invece di limitarsi a reinterpretare design militari già visti mille volte, il marchio francese continua lentamente a costruire un linguaggio estetico proprio, credibile e immediatamente riconoscibile.

E nel panorama dei microbrand contemporanei, non è affatto poco.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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