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Montblanc 1858 Geosfera 0 Ossigeno Monte Elbrouz Edizione Limitata 829

La vetta più alta d’Europa ispira l’ultimo worldtimer con innumerevoli riferimenti al vulcano dormiente, inclusa la cenere vulcanica nella cassa.
Luglio 9, 2026 – Matteo Serpellini

Il legame tra Montblanc e l’alpinismo d’alta quota è un territorio narrativo ampiamente collaudato dal marchio, che spesso attinge al ricco patrimonio storico di Minerva e ai suoi leggendari segnatempo militari degli anni ’30. All’interno di questa visione, la collezione Geosphere rappresenta senza dubbio l’espressione più originale ed esotica. L’ultimo capitolo di questa saga è il nuovo 1858 Geosphere 0 Oxygen Mount Elbrouz Limited Edition 829, un worldtimer che omaggia il Monte Elbrus (la vetta più alta d’Europa, nonché un imponente vulcano dormiente) introducendo una sperimentazione materica decisamente insolita e quasi primordiale.

La chimica della cassa: titanio, cenere vulcanica e tecnologia “Zero Oxygen”

Per comprendere appieno l’unicità di questo segnatempo è necessario partire dalla sua complessa architettura strutturale. La cassa, che misura un diametro importante di 43,5 mm e uno spessore di 13 mm, non si affida semplicemente alle doti di leggerezza del titanio. La vera particolarità risiede nella carrure (la parte centrale della cassa), realizzata con un composito brevettato e futuristico che unisce veri frammenti di cenere vulcanica, fibre di basalto alluminizzato, carbonato di calcio e resina di origine biologica.

Il risultato visivo è una superficie screziata e unica, sul cui profilo è incisa la sagoma delle vette gemelle dell’Elbrus, riempita a mano con Super-LumiNova a emissione arancione. Inoltre, fedele al nome del modello, la cassa è sigillata in un ambiente totalmente privo di ossigeno e saturato di azoto. Questa tecnologia “0 Oxygen” è progettata per eliminare qualsiasi rischio di appannamento interno dovuto agli sbalzi termici estremi delle alte quote e per prevenire l’ossidazione precoce dei componenti del movimento. L’impermeabilità è garantita fino a 100 metri (10 bar), supportata da una lunetta girevole bidirezionale con inserto in alluminio grigio e bussola integrata.

Il quadrante e la complicazione delle mezze sfere

Il quadrante è un trionfo di texture che richiamano i ghiacciai e la roccia vulcanica, caratterizzato da una base con motivo glacier e una finitura sfumata nei toni del marrone e del bianco. Il DNA vintage si palesa nelle lancette a cattedrale allungate e nella minuteria chemin de fer, elementi tipici degli storici orologi Minerva.

La complicazione delle ore del mondo si sviluppa attraverso i due celebri globi tridimensionali e bombati posti a ore 12 e ore 6, che raffigurano rispettivamente l’emisfero settentrionale e quello meridionale. I due emisferi ruotano in direzioni opposte nell’arco delle 24 ore, ciascuno accompagnato da una scala bicolore per l’indicazione giorno/notte. Sulle mappe in rilievo sono chiaramente indicati i punti cardinali e le Seven Summits (le sette vette più alte dei sette continenti, oltre al Monte Bianco). A completare il display troviamo un utile sotto-quadrante a ore 9 per il secondo fuso orario – regolabile rapidamente tramite un pulsante a salti di un’ora – e la finestrella del datario a ore 3. Un dettaglio notturno affascinante è il contrasto cromatico della luminescenza: le vette e il secondo fuso orario brillano in blu, mentre indici e lancette principali emettono una luce arancione.

Sotto il fondello inciso a laser: il Calibro MB 29.25

Capovolgendo l’orologio si viene accolti da uno spettacolare fondello che mostra una riproduzione tridimensionale del Monte Elbrus, ottenuta tramite un’avanzatissima incisione laser a colori. Al di sotto di questa barriera protettiva batte il Calibro di manifattura MB 29.25.

Esaminando il movimento con occhio critico, è opportuno specificare la sua natura: si tratta di un calibro automatico che adotta come base la solida e diffusa architettura del Sellita SW300-1 (equivalente all’ETA 2892), sopra la quale i tecnici Montblanc della manifattura di Villeret hanno applicato il modulo proprietario per la gestione delle ore del mondo e dei due emisferi. Il movimento lavora a 4 Hz (28.800 alternanze/ora) e offre una riserva di carica di 42 ore. Sebbene il modulo complicato sia un piccolo capolavoro di ingegneria interna, un’autonomia di 42 ore su un orologio destinato alle grandi esplorazioni moderne comincia a sentire il peso degli anni rispetto agli standard attuali del mercato.

Il Montblanc 1858 Geosphere 0 Oxygen Mount Elbrouz viene proposto in un’edizione limitata a 829 esemplari (un omaggio numerico al 1829, l’anno della prima scalata ufficiale della vetta del vulcano). L’orologio è corredato da due cinturini in gomma intercambiabili, uno marrone chiaro e uno color avorio, perfetti per esaltare le tonalità terrose del quadrante.

Il prezzo al pubblico è fissato a 10.100 EUR. Parliamo di una cifra indubbiamente importante, che inserisce questo Geosphere nella fascia alta del mercato dei “tool watch” di lusso. Se la base commerciale del movimento può far riflettere, il valore reale dell’oggetto risiede nell’incredibile lavoro di ricerca sui materiali – la carrure in cenere vulcanica e la tecnologia Zero Oxygen sono unicità assolute – e nella straordinaria presenza scenica di una delle complicazioni estetiche più poetiche e riconoscibili dell’orologeria contemporanea.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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