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L’orologeria italiana non si ferma più: record di 20 orologi tricolori al GPHG 2026

Un’edizione da record per il tricolore agli Oscar dell’orologeria di Ginevra (GPHG 2026): ben 20 i segnatempo italiani selezionati in concorso. Da Bulgari con la Grande Sonnerie e l’Octo Finissimo 37 mm, passando per le quattro nomination di Venezianico, fino alle creazioni pop di D1 Milano e all’ingegneria in carbonio di Ro-Ni, l’orologeria italiana si conferma in uno stato di salute straordinario.
Luglio 17, 2026 – Lorenzo Sana

Ormai lo diciamo ogni anno, ma ogni anno succede qualcosa che ci costringe a ripeterlo con ancora più vigore: l’orologeria italiana non si ferma più. Cresce, si espande, sorprende e, soprattutto, convince. Anche quest’anno, al Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) 2026, da molti considerato a tutti gli effetti come gli “Oscar dell’Orologeria”, arriva un segnale forte e inequivocabile: 20 orologi italiani in concorso, tre in più rispetto alla già straordinaria edizione dello scorso anno.

Un numero che, solo un decennio fa, sarebbe apparso come pura fantascienza. Oggi l’Italia non è più una semplice comparsa sul palcoscenico di Ginevra, ma una presenza fissa, autorevole e incredibilmente creativa. Scopriamo insieme tutti i protagonisti tricolori di questa spedizione da record.

Bulgari: la corazzata romana cala il pokerissimo

A guidare la spedizione azzurra c’è, come sempre, Bulgari. Una presenza solida, quasi istituzionale, capace di competere contemporaneamente su più fronti grazie a cinque modelli distribuiti in cinque categorie differenti.

Octo Finissimo 37 mm Titanium (Time Only): La purezza del design racchiusa in tre lancette, nessuna complicazione, solo forma, tecnica e proporzioni perfette espressi nella nuova dimensione da 37 mm.

Octo Roma Grande Sonnerie (Mechanical Exception): Una delle complicazioni più nobili e difficili al mondo. Una suoneria completa capace di scandire ore, quarti e minuti, posizionando Bulgari nel gotha dell’alta orologeria tecnica.

Serpenti Aeterna (Gemset): Un capolavoro di incastonatura che celebra l’eternità dell’icona della maison romana.

Tubogas Manchette (Gioielleria): Fusione perfetta tra l’arte orafa italiana e la misurazione del tempo.

Serpenti Misteriosi (Artistic Crafts): Unione straordinaria di micro-meccanica (grazie al calibro Piccolissimo) e alto artigianato artistico.

Venezianico: la grande conferma indipendente

Subito dietro la corazzata Bulgari, con un risultato che ormai non stupisce più ma che conferma la straordinaria crescita del brand, troviamo Venezianico con ben quattro orologi selezionati.

Redentore Utopia II Beta (Time Only): Un solo tempo di grande pulizia estetica che mette in mostra la cura del dettaglio del brand veneziano.

Nereide Chimera (Sport): Un diver tecnico e accattivante, pronto a darsi battaglia in una delle categorie più affollate e selettive del premio.

Redentore Arlecchino (Artistic Crafts): Un’esplosione di colori e lavorazioni manuali sul quadrante che omaggia la tradizione veneziana.

Arsenale Calendario (Challenge): Inserito nella combattutissima categoria sotto i 4.500 franchi, offre un calendario completo a un rapporto qualità-prezzo straordinario.

Le grandi firme della moda e della gioielleria: Gucci e Damiani

Il legame tra il grande stile italiano e le lancette si consolida grazie a due nomi di fama mondiale, ciascuno presente con due creazioni.

Gucci: La maison fiorentina propone un 2026 più sussurrato rispetto agli exploit degli anni passati, ma sempre ad altissimo tasso di design con il G-Timeless Métiers d’Art (Artistic Crafts) e il coloratissimo e pop Gucci Play (Challenge), riedizione di un pezzo anni ’80 con lunette intercambiabili.

Damiani: Lo storico gioielliere di Valenza porta l’eccellenza della manifattura orafa italiana a Ginevra con il Margherita (Gemset, con incastonature floreali sotto i sei carati) e l’Estasi (Gioielleria), sculture preziose dedicate a un pubblico d’élite.

Le sorprese e i marchi di nicchia: Bogneri e Ro-Ni

Il bello del GPHG è la capacità di dare spazio all’innovazione pura e ai debutti più interessanti.

Bogneri: Vera sorpresa dell’anno, la neonata casa fondata dall’architetto Paolo Volpis debutta con due modelli: lo Smurf (Time Only), un solo tempo dalle linee geometriche inedite, e il Nuvoloso (Artistic Crafts). Un progetto affascinante che unisce la matita italiana alla migliore tecnica costruttiva svizzera, tedesca e giapponese.

Ro-Ni: Il ventesimo segnatempo della spedizione porta la firma dell’ingegnere Nicola Rosa con l’RT1 Superleggero Modificato (Tourbillon). Un marchio svizzero ma dal cuore profondamente italiano, che esprime il massimo livello di ingegneria dei materiali applicato al carbonio e all’alta complicazione del tourbillon.

La pattuglia dei “ribelli” nella categoria Challenge

La categoria Challenge (orologi con prezzo di listino inferiore a 4.500 CHF) vede quest’anno una presenza italiana agguerritissima, specchio di un mercato giovane, accessibile e ad alto contenuto di design.

Out Of Order – Forma Venti: Il brand veneto, alla sua quarta partecipazione consecutiva, schiera il suo modello di punta con complicazione a ore saltanti e la tipica finitura “danneggiata” che lo ha reso famoso nel mondo.

Trematic – T-Five Beigua Maris: La rinascita in chiave italiana dello storico marchio svizzero si concretizza in un diver in titanio estremamente personale, robusto e affascinante.

Gagà Laboratorio – Aqualab Aquamarine: Al secondo anno di partecipazione, lo studio creativo milanese propone un subacqueo originale e colorato, lontano da qualsiasi cliché estetico.

D1 Milano – Pixel Tetris Edition: Il pezzo più pop e nostalgico dell’intera selezione, un vero e proprio tributo alla cultura videoludica degli anni ’80 tradotto in chiave orologiera.

Tirando le somme

Venti orologi, venti visioni differenti, un unico grande denominatore comune: lo stile, l’ingegno e l’audacia del design italiano. Che si tratti di complicazioni da centinaia di migliaia di euro o di diver accessibili e sbarazzini, l’orologeria italiana ha dimostrato di saper parlare la lingua dell’eccellenza globale.

Non ci resta che attendere il verdetto dei giurati a Ginevra e, come sempre, qui a Orafix… facciamo un grande tifo per i nostri colori. Forza Italia!

Grand prix d’horlogerie de genève

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