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Blancpain Villeret Ultraplate 38 mm: il ritorno a proporzioni classiche (con una sbavatura di troppo)

Un esame ravvicinato delle nuove proporzioni della linea Villeret. Analisi del Calibro di Manifattura 1150 da 100 ore di autonomia e l’impatto estetico del datario sul quadrante ridotto.
Giugno 25, 2026 – Samuel Filippone

Nell’era della riscoperta dei diametri compatti, c’è un segmento che più di tutti beneficia del ritorno alla razionalità geometrica: l’orologio elegante da sera, il classico dress watch. Blancpain ne è perfettamente consapevole e decide di rimpicciolire uno dei pilastri della sua collezione più formale, presentando il nuovo Villeret Ultraplate da 38 millimetri.

Si tratta di un’evoluzione che non solo strizza l’occhio ai polsi più esili, ma si riconnette idealmente con quell’eredità storica degli anni Ottanta e Novanta quando la manifattura, sotto l’egida di Jean-Claude Biver, costruì la sua rinascita proprio su segnatempo meccanici dalle dimensioni straordinariamente contenute.

Un cuore ultrasottile firmato Frédéric Piguet

Il vero punto di forza di questa collezione rimane l’architettura meccanica che pulsa sotto il quadrante. All’interno della nuova cassa trova spazio il Calibro di Manifattura 1150, un movimento automatico storicamente noto come F. Piguet 1150.

Con uno spessore di appena 3,25 mm, questo calibro rappresenta un piccolo capolavoro di micromeccanica: nonostante il profilo ultrasottile e la presenza del rotore di carica scheletrato, riesce a garantire un’autonomia impressionante di 100 ore di riserva di carica attraverso l’uso di due bariletti montati in serie. L’introduzione della spirale in silicio apporta quel tocco di modernità tecnica necessario a garantire l’immunità dai campi magnetici, senza intaccare l’impostazione classica del movimento che batte alla tradizionale frequenza di 3 Hz (21.600 alternanze/ora). Grazie a questo motore, lo spessore complessivo dell’orologio si ferma a soli 8,35 mm.

Geometrie da polso e la scelta dei materiali

Il passaggio dai 40 mm della precedente serie “Golden Hour” ai nuovi 38 mm trasforma radicalmente la presenza al polso. La distanza da ansa ad ansa (lug-to-lug) scende a 43,35 millimetri, una misura che garantisce una vestibilità formale ineccepibile sotto il polsino della camicia.

La gamma si articola su quattro nuove referenze. Tre varianti adottano la cassa in acciaio inossidabile, mentre la versione più opulenta è declinata in oro rosso 18 carati. Tra i modelli in acciaio spicca, per la prima volta nella collezione Villeret, un quadrante color salmone (tonalità rame) abbinato a indici romani applicati in oro 18 carati con trattamento antracite.

Di rilievo anche la versione esclusiva per le boutique: un quadrante dalle calde tonalità champagne completato da numeri romani in oro giallo, montato su cassa in acciaio e abbinato a un insolito cinturino in nubuck verde. Le sfere a foglia mantengono il caratteristico stile della linea, integrando un sottile inserto luminescente, mentre il logo “JB” applicato a ore 12 rende omaggio al fondatore Jehan-Jacques Blancpain.

La nota stonata: l’asimmetria del datario

Se le nuove proporzioni della cassa e la raffinatezza dei quadranti convincono appieno, c’è una scelta di design che suscita più di una perplessità. L’inserimento della finestrella del datario a ore 3 rompe l’armonia minimalista che ci si aspetterebbe da un dress watch puro di queste dimensioni.

In un diametro da 38 mm, lo spazio sul quadrante è prezioso. La presenza della data non solo appare visivamente affollata accanto all’indice romano, ma compromette la rigorosa simmetria circolare della composizione. Per differenziare nettamente questa proposta più classica dalle varianti da 40 mm, la totale omissione della complicazione della data sarebbe stata la soluzione più coraggiosa ed elegante. In alternativa, il posizionamento della finestrella a ore 6 avrebbe quantomeno preservato l’equilibrio dell’asse verticale.

Disponibilità e posizionamento di mercato

I nuovi modelli della linea Villeret Ultraplate entrano in catalogo con un listino di 12.700 dollari per le tre versioni in acciaio e salgono fino a 26.100 dollari per la variante in oro rosso 18 carati.

La mossa di Blancpain è strategica e colma un vuoto importante nella propria offerta. Sebbene il mercato difficilmente avrebbe recepito un ritorno ai diametri da 34 mm tipici del passato del brand, la soglia dei 38 mm rappresenta il perfetto punto di incontro tra contemporaneità e classicismo. Al netto del compromesso estetico legato al datario, questo restyling strutturale restituisce alla linea Villeret la sua vera identità di segnatempo formale d’alto lignaggio, lasciando sperare che lo stesso processo di riduzione geometrica possa presto coinvolgere anche i più complessi calendari della manifattura.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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