Audemars Piguet presenta due nuovi calendari perpetui
Una complicazione che attraversa il tempo
Il calendario perpetuo non è una complicazione spettacolare, ma una di quelle che rivelano molto sulla cultura tecnica di una manifattura. È una complicazione che richiede pazienza, visione e una certa disciplina progettuale, perché impone di pensare al tempo non come flusso immediato ma come sequenza regolata di cicli lunghi. In questo contesto, Audemars Piguet ha costruito una relazione continua e coerente con il Calendario Perpetuo, sviluppata lungo decenni di sperimentazioni tecniche e soluzioni formali differenti. Dalle prime interpretazioni da polso della metà del Novecento fino alle declinazioni più contemporanee, la manifattura ha sempre trattato questa complicazione come un terreno di ricerca. Oggi quel percorso entra in una nuova fase, perché il Calendario Perpetuo diventa il punto di incontro tra una meccanica ripensata e due identità estetiche molto diverse, chiamate a convivere senza sovrapporsi.


Il nuovo calibro come piattaforma comune
Il Calendario Perpetuo trova la sua espressione tecnica più recente nel calibro 7139, una costruzione che segna una netta discontinuità rispetto alla generazione precedente. Audemars Piguet ha ripensato l’architettura del movimento partendo dall’esperienza maturata con il 7138, concentrandosi su ergonomia, chiarezza funzionale e razionalizzazione dei livelli. Tutte le indicazioni del Calendario Perpetuo convivono su un unico piano, una scelta che migliora la leggibilità e riduce la complessità percepita. La vera svolta, però, è l’eliminazione dei correttori incassati a favore di un sistema di regolazione integrale tramite la corona, che consente di gestire ogni funzione in avanti e all’indietro. In un movimento spesso percepito come fragile, questa soluzione restituisce al Calendario Perpetuo una dimensione più concreta e quotidiana. La scheletratura non è un’aggiunta estetica, ma una conseguenza di questa nuova logica costruttiva.


Royal Oak, materia e contrasto
Nel Royal Oak, il Calendario Perpetuo assume una dimensione marcatamente tecnica. La cassa da 41 millimetri combina titanio e Bulk Metallic Glass, materiale che Audemars Piguet utilizza come elemento strutturale e visivo, non come semplice curiosità metallurgica. Il contrasto tra le superfici satinate del titanio e la lucidatura speculare del BMG rafforza il carattere scultoreo dell’orologio, mantenendo al tempo stesso uno spessore contenuto che preserva l’equilibrio del progetto. In questo contesto, il Calendario Perpetuo non è nascosto ma esposto, leggibile attraverso il vetro zaffiro e incorniciato da un réhaut inclinato che ospita l’indicazione della settimana. La maggiore impermeabilità, portata a 50 metri, sottolinea l’intento di rendere questa complicazione meno distante dall’uso reale, senza snaturarne la complessità.



Royal Oak, leggibilità e movimento a vista
Osservando il Royal Oak più da vicino, il Calendario Perpetuo rivela una costruzione pensata per guidare l’occhio. I contatori trasparenti con bordo fumé creano una separazione visiva netta tra informazioni e meccanica, lasciando intravedere ruote, ponti e leve senza compromettere la chiarezza. Le lancette e gli indici in oro rosa, trattati con materiale luminescente, dialogano con le tonalità calde presenti anche sul lato movimento, dove massa oscillante e ponti scheletrati riprendono la stessa finitura. Qui il Calendario Perpetuo non cerca discrezione, ma equilibrio. Ogni indicazione trova il suo spazio, mentre la scheletratura mette in evidenza la precisione delle finiture manuali, dagli angoli interni acuti alle superfici satinate che catturano la luce in modo controllato.
Sul retro, il fondello in Bulk Metallic Glass con vetro in zaffiro riprende il dialogo tra materiali già visto sulla cassa, offrendo una vista diretta sul calibro e sulla massa oscillante scheletrata. Il bracciale integrato in titanio, alleggerito da inserti in BMG e rifinito con le classiche superfici satinate e smussi lucidi, mantiene l’impronta Royal Oak, combinando comfort e coerenza strutturale con il resto dell’orologio.



Code 11.59, un’altra idea di complessità
Nel Code 11.59, il Calendario Perpetuo cambia registro. La cassa da 41 millimetri unisce oro bianco e ceramica nera, mantenendo la struttura a tre livelli tipica della collezione, con lunetta e fondello rotondi che racchiudono una carrure ottagonale. È un’architettura meno immediata, che invita a una lettura più lenta. Qui il Calendario Perpetuo si inserisce in un contesto più sobrio, quasi introspettivo, dove la scheletratura diventa un mezzo per alleggerire visivamente il quadrante in zaffiro. I contatori sospesi, leggermente fumé, sembrano galleggiare sopra il movimento, mentre le lancette in oro bianco con punte rosse introducono un dettaglio funzionale che spezza la monocromia senza attirare troppa attenzione.



Code 11.59, equilibrio e uso quotidiano
Anche nel Code 11.59, il Calendario Perpetuo beneficia della nuova ergonomia del calibro 7139. La regolazione tramite corona semplifica un’interazione che, in passato, richiedeva maggiore cautela e strumenti dedicati. Lo spessore complessivo rimane contenuto nonostante la complessità del movimento, e la riserva di carica di 55 ore garantisce una continuità d’uso coerente con la vocazione dell’orologio. La lettura delle indicazioni segue uno schema classico, ma la disposizione su un quadrante trasparente restituisce profondità e ordine. Qui il calendario perpetuo non serve a impressionare, ma a definire un equilibrio coerente con l’identità attuale della collezione.
Anche il Code 11.59 affida al fondello in vetro zaffiro il compito di valorizzare il movimento, lasciando intravedere il rotore scheletrato e i ponti rifiniti a mano. Al polso, il cinturino in alligatore nero contribuisce a rafforzare l’impostazione più composta del modello, chiuso da una fibbia déployante in oro bianco che ne completa l’equilibrio formale.


Prezzo e disponibilità
Entrambi gli orologi con Calendario Perpetuo sono proposti con prezzo su richiesta presso le boutique Audemars Piguet. La disponibilità è limitata, come prevedibile per modelli di questo livello tecnico e artigianale, e legata a una produzione selettiva che riflette la complessità del calibro 7139 e delle relative lavorazioni.
Per ulteriori dettagli: audemarspiguet.com
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