Skip to main content

Anoma A1 Prehistoric: la micromeccanica incontra la scultura primitiva

Il modello A1 Prehistoric di Anoma riceve una cassa scolpita a mano ispirata alle superfici grezze degli strumenti preistorici.
Luglio 7, 2026 – Matteo Serpellini

Fondata nel 2024, la giovane maison londinese Anoma ha saputo farsi notare fin dal debutto grazie alle linee sinuose del modello A1, una cassa triangolare dagli angoli smussati dichiaratamente ispirata a un tavolo di design degli anni ’50 di Charlotte Perriand. Oggi il brand decide di spingersi oltre i confini del minimalismo geometrico per esplorare il mondo dell’alto artigianato materico. Nasce così l’Anoma A1 Prehistoric, un’edizione limitata che rilegge le forme fluide della collezione attraverso la texture grezza, quasi brutale, dei manufatti in pietra dell’era preistorica.

L’ispirazione: da Constantin Brâncuși alla pietra scheggiata

IL’idea alla base di questa release è decisamente insolita e affascinante. Il fondatore del marchio, Matteo Violet Vianello, ha concepito l’orologio dopo aver visitato una mostra dedicata allo scultore Constantin Brâncuși al Centre Pompidou di Parigi. Colpito dalla collezione di artefatti primitivi dell’artista, Vianello ha voluto ricreare sull’acciaio le superfici irregolari e segnate della pietra focaia lavorata millenni fa.

Per tradurre questa visione in realtà, Anoma si è affidata all’incisore francese Steven Brunel. Ogni singola cassa in acciaio 316L viene scalpellata a mano per circa cinque ore, un processo che genera tagli, piani asimmetrici e microsolchi sempre diversi. Trattandosi di un lavoro interamente manuale, ognuno dei cento esemplari prodotti sarà, di fatto, un pezzo unico.

Un quadrante inciso a mano dal fascino monocromatico

La ricerca materica non si ferma alla cassa ma investe pienamente il quadrante. Sulla base in ottone sono state incise manualmente circa 600 linee individuali per dare vita a un motivo sunburst decisamente fuori dagli schemi industriali.

Il quadrante viene poi rifinito in una profonda tonalità antracite che esalta l’aspetto monocromatico dell’insieme, evocando la texture degli strumenti di selce. Le lancette a foglia ricurve, prive di qualsiasi indicatore o minuteria, assecondano lo spirito minimalista ed puramente artistico dell’A1, lasciando che sia la luce a giocare con le imperfezioni volute dell’incisione.

Cassa e proporzioni: un inganno visivo ben riuscito

Le dimensioni nominali della cassa rimangono fedeli allo standard della collezione: 39 mm di larghezza per 38 mm di lunghezza, con uno spessore molto contenuto di 9,45 mm. Grazie al profilo triangolare “free-form”, alla totale assenza di anse tradizionali e alla curvatura verso l’interno della parte inferiore, l’orologio vanta un’ergonomia eccezionale. Al polso, infatti, la percezione visiva e la vestibilità sono paragonabili a quelle di un pezzo tondo da 37 mm.

La corona di carica è completamente incassata sul retro, scomparendo alla vista frontale per non spezzare la fluidità della scultura. L’impermeabilità si attesta a 50 metri (5 bar), un valore standard e accettabile per un segnatempo d’impostazione prettamente artistica e concettuale.

Sotto la pietra: l’affidabilità del Sellita SW100

Se l’abito dell’orologio è da alta sartoria artigianale, il motore scelto è quanto di più collaudato e industriale si possa trovare sul mercato: il calibro automatico Sellita SW100.

Parliamo di un movimento compatto, originariamente nato per i modelli femminili, che opera a 4 Hz (28.800 alternanze/ora) e offre una riserva di carica di circa 42 ore con le sole funzioni di ore e minuti. Da specialisti del settore, qui è d’obbligo una riflessione critica: l’SW100 è una scelta dettata dalle stringenti geometrie della cassa e si rivela un trattore affidabile e facile da riparare. Tuttavia, considerando il forte orientamento artistico e il prezzo finale, un movimento con una riserva di carica più estesa o con una personalizzazione estetica maggiore avrebbe aggiunto ulteriore valore a un progetto così esclusivo.

L’Anoma A1 Prehistoric è completato da un cinturino in pelle italiana grigia, serrato da una fibbia ad ardiglione sottoposta allo stesso trattamento di scalpellatura della cassa. Prodotto in una serie limitata di 100 pezzi, l’orologio viene proposto a un prezzo di 2.900 GBP (tasse e dazi esclusi).

Si tratta di una cifra importante per un tre lancette con base Sellita, ma che trova la sua reale giustificazione nelle cinque ore di lavorazione artigianale eseguite da un maestro incisore su ciascun pezzo. Questo modello dimostra come l’orologia indipendente giovanile possa essere colta, originale e capace di trasformare un segnatempo in una piccola scultura da polso per collezionisti che cercano l’esclusività della materia prima.

Il giovane marchio londinese trasforma il suo iconico modello triangolare da 39 mm in una scultura materica ispirata agli utensili primitivi. Ogni cassa in acciaio è scalpellata a mano per 5 ore dall’incisore Steven Brunel, rendendo unici i 100 pezzi della serie. Il quadrante antracite presenta 600 linee incise manualmente e nasconde il calibro automatico Sellita SW100.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Share this post

Lascia un commento

Share to...