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Orologi da star! quando il red carpet diventa un salone dell’orologeria

Dall’Audemars Piguet di Guè all’Omega di Clooney, il Festival di Venezia 2025 ha celebrato l’orologeria come vera protagonista silenziosa del red carpet.
Agosto 29, 2025 – Lorenzo Sana

Il Festival del Cinema di Venezia non è soltanto cinema, glamour e abiti da passerella. Per chi osserva con occhio attento, il red carpet è anche un palcoscenico straordinario per l’orologeria di lusso. Non è un caso che negli anni la Mostra si sia trasformata in una vetrina privilegiata dove maison storiche e complicazioni raffinate fanno la loro comparsa, spesso in modo discreto, nascosto sotto il polsino di una camicia o appena intravisto tra le luci dei flash.

Quest’anno non sono mancati pezzi unici, reinterpretazioni di icone e segnatempo dal forte carattere, alcuni scelti con estrema coerenza, altri forse più per dovere di immagine che per reale affinità.

George Clooney e il suo Omega De Ville Hour Vision

Partiamo da chi di eleganza se ne intende davvero. George Clooney, ambasciatore storico di Omega, ha scelto un De Ville Hour Vision. Un segnatempo raffinato, con quadrante bianco e cassa in acciaio, che riflette lo stile sobrio e sofisticato dell’attore. Non è un orologio “da sfilata” nel senso scenografico del termine, ma piuttosto una scelta di sostanza: movimento Co-Axial di manifattura e finiture impeccabili, perfetto per chi predilige discrezione e solidità meccanica.

Paola Turani: Cartier Baignoire de Cartier mini

Il mondo femminile spesso resta relegato in secondo piano quando si parla di orologi, ma il dettaglio scelto da Paola Turani merita attenzione. Sul red carpet ha sfoggiato un Baignoire de Cartier modello mini in oro giallo: una silhouette ovale inconfondibile, dall’eleganza intramontabile. In tempi in cui molti brand spingono su dimensioni over e linee audaci, questo Cartier riporta al centro l’idea di raffinatezza classica e gioiello-orologio, in piena coerenza con lo stile della maison.

Guè e l’Audemars Piguet Royal Oak Offshore

Un debutto al Lido che non è passato inosservato: Guè ha scelto il Royal Oak Offshore Cronografo Automatico in ceramica nera. Estetica massiccia, quadrante Méga Tapisserie e calibri cronografici di ultima generazione (4401 e 4404). È un orologio che non ammette mezze misure: scenico, imponente, studiato per chi vuole dichiarare potenza. Nel suo caso, perfettamente in linea con l’immagine che il rapper ha costruito negli anni.

Pierfrancesco Favino: il fascino del Flying Tourbillon

Pierfrancesco Favino ha preferito un approccio diverso, indossando un Royal Oak Flying Tourbillon Automatico da 41 mm in titanio. Quadrante blu fumé con motivo fiammato, calibro 2950 con tourbillon volante: un mix di alta complicazione e sobrietà contemporanea. È forse la scelta più “orologiera” della kermesse, che racconta di conoscenza e gusto oltre la semplice estetica.

Alberto Barbera e la tradizione Cartier

Il direttore del Festival, Alberto Barbera, non si lascia tentare da mode effimere e rimane fedele al classico. Al polso, un Cartier Santos-Dumont. Non solo un orologio, ma un frammento di storia: nato agli inizi del ’900 come uno dei primi veri segnatempo da polso, rimane un pilastro della maison francese. Una scelta che riflette la sua figura istituzionale: senza eccessi, ma con autorevolezza.

Stefano Accorsi e la leggerezza del Seamaster Aqua Terra

Ambassador Omega da anni, Stefano Accorsi ha portato con sé il Seamaster Aqua Terra. Un modello versatile, con quadrante nero laccato e cassa in acciaio, che celebra l’anima marittima della maison. Non è il pezzo più raro né il più sofisticato visto al Lido, ma la sua indossabilità lo rende una scelta coerente con l’attore, arrivato con un look casual e rilassato.

Il red carpet veneziano 2025 conferma una tendenza chiara: le maison non si accontentano più di “vestire” gli attori con abiti couture, ma puntano a trasformare il polso in un manifesto di identità e stile. Alcune scelte hanno convinto per coerenza (Clooney, Favino, Barbera), altre hanno puntato più sull’impatto visivo che sulla raffinatezza (Guè), mentre Paola Turani ha dimostrato che anche gli orologi femminili meritano un ruolo da protagonisti.

Se Venezia è davvero la città dello splendore, anche quest’anno lo ha dimostrato… battendo il tempo con precisione meccanica.

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