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Il Regolatore di Louis Erard: quando l’orologio diventa tela bianca

Come trasformare la tradizione svizzera in arte contemporanea? Ci ha pensato Louis Erard che ha fatto interpretare il suo Regolatore a maestri orologiai, artisti, designer e architetti. Il risultato è una collezione davvero unica e sorprendente.
Settembre 15, 2025 – Marco De Luca
L’orologio Regolatore firmato Louis Erard
L’orologio Regolatore firmato Louis Erard

Il Regolatore non è un orologio qualsiasi: è un manifesto.
Louis Erard, maison svizzera fondata nel 1929 e da sempre attiva, negli ultimi anni è tornata a splendere proprio rispolverando il suo cavallo di battaglia, una complicazione tanto antica quanto affascinante.

La formula è semplice ma geniale: al centro del quadrante la grande lancetta dei minuti, mentre ore e secondi finiscono in due contatori decentrati. Una scelta che affonda le radici nel XVIII secolo, quando i regolatori, allora sotto forma di pendole, erano strumenti di riferimento nei laboratori di orologeria e negli osservatori astronomici. Servivano a “regolare” tutti gli altri orologi, essendo i più precisi.

Oggi, Louis Erard ha trasformato il suo Regolatore in un laboratorio di creatività pura, una tela bianca su cui hanno lavorato maestri orologiai, artisti, designer e persino architetti. Il risultato? Una collezione sorprendente, capace di spaziare dal classico al pop, dal gotico allo steampunk, fino all’arte concettuale più estrema. E non è un caso se ben tre collaborazioni siano finite al GPHG, il Gran Premio dell’Orologeria di Ginevra.

Una tela bianca per sorprendenti collaborazioni

  • Massena Lab (Laboratorio di orologeria – USA): eleganza ottocentesca in chiave contemporanea. Richiami ai cronometri da marina, quadrante granulato e sub-quadranti in rilievo: un mix che nel 2022 è arrivato GPHG.
  • Second/Second/ (Artista – Francia): ironia e provocazione. Il marchio Louis Erard diventa Louis Error e la lancetta dei minuti trasforma il quadrante in un “Errore 404”. L’orologeria incontra l’informatica.
  • Konstantin Chaykin (Maestro orologiaio – Russia): il maestro russo dei “Mostri da polso” crea Il mangiatore del tempo. Pupilla che segna le ore, bocca per i secondi, braccia al posto della lancetta dei minuti. In alcune versioni anche con tourbillon o citazioni splatter da Tarantino.
  • Sylvie Fleury (Artista – Svizzera): il mondo del make-up sul quadrante. Ombretti e colori pop a contrasto con una complicazione storica.
  • Alain Silberstein (Architetto – Francia): il Bauhaus a colori. Forme pure, tinte primarie e cassa ridisegnata: il suo linguaggio visivo trasforma il Regolatore in un’icona giocosa e inconfondibile.
  • GoS (Orologiaio – Svezia): dall’acciaio damascato forgiato in Svezia nascono quadranti unici, mai uguali tra loro. Un’esplosione di texture metalliche con lancette azzurrate.
  • Vianney Halter (maestro Orologiaio – Svizzera): lo steampunk prende il sopravvento. Quadrante e corona ruotati di 15°, metalli e borchie a volontà: un Regolatore che sembra uscito da un romanzo di Jules Verne.
  • Stephan Kudoke (Maestro orologiaio – Germania): sobria eleganza tedesca. Colori pastello, lancette a infinito e simmetria perfetta. Minimalismo raffinato.
  • Atelier Oï (Studio di architettura – Svizzera): architettura sul polso. Sessanta linee piallate che si irradiano dal centro creano un gioco di riflessi e geometrie ipnotiche.
  • Cédric Johner (Maestro orologiio – Svizzera): l’esagono morbido. Quadranti soleil colorati, sub-quadranti concavi e una massa oscillante decorata a mano: un tocco da vero gioielliere.
  • Label Noir (Laboratorio di orologeria – Svizzera): nero su nero, con un tocco di verde acido. Un mix di finiture lucide e satinate che sprigionano eleganza e mistero.
  • Olivier Mosset (Artista – Svizzera): l’arte astratta diventa orologio. Sabbia nera scintillante, lancette come uniche coordinate e un avvertimento: Opera d’arte… non indossare.

Il Regolatore di Louis Erard è un ponte tra passato e futuro, tra rigore tecnico e libertà artistica. Un orologio che nasce per regolare il tempo ma finisce per sconvolgere le regole.

E in un mondo dove gli orologi spesso si somigliano tutti, questo diventa un palcoscenico di creatività pura. Classico, moderno, ironico o radicale: ogni versione racconta una storia diversa. E tutte insieme compongono una delle collezioni più sorprendenti della scena contemporanea.

Qui in nostro video Youtube dedicato: Buona Visione!

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