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Fine di un’era: AP chiude la serie RD con un Jumbo fuori scala

Tourbillon volante, cronografo flyback e una cassa da 8,1 mm: con l’RD#5, Audemars Piguet sfida ogni limite tecnico e chiude con stile la sua serie più sperimentale.
Ottobre 1, 2025 – Samuel Filipponi
Attraverso il lancio del Royal Oak "Jumbo" RD#5, Audemars Piguet non solo brinda al traguardo dei 150 anni, ma pone anche un accento – forse il più visionario – sulla sua prestigiosa serie Research & Development.
Attraverso il lancio del Royal Oak “Jumbo” RD#5, Audemars Piguet non solo brinda al traguardo dei 150 anni, ma pone anche un accento – forse il più visionario – sulla sua prestigiosa serie Research & Development.

Con il nuovo Royal Oak “Jumbo” RD#5, Audemars Piguet non solo spegne le candeline dei suoi 150 anni, ma mette anche un punto – forse il più ambizioso – alla sua celebre serie Research & Development. E lo fa in modo tanto elegante quanto audace, con un orologio che non ha paura di sembrare un controsenso: cronografo flyback ultrasottile con tourbillon volante… in un Jumbo da 8,1 mm di spessore. Sì, avete letto bene.

Un orologio che sembra una contraddizione – e forse lo è

Chiunque abbia familiarità con la serie RD sa che non è pensata per piacere a tutti. È il laboratorio creativo (e forse anche terapeutico) di AP, dove le regole canoniche vengono reinterpretate con la classica domanda “perché no?”. Ma qui il gioco si è fatto serio.

Con il RD#5, Audemars Piguet prende il Royal Oak “Jumbo”, simbolo dell’equilibrio classico e dell’eleganza sportiva, e lo trasforma in una bestia da complicazioni: cronografo flyback, tourbillon volante, nuovo calibro di manifattura, nuova architettura, rotore periferico, titanio, Bulk Metallic Glass e persino una corona con pulsante integrato. Eppure il tutto rimane incredibilmente sottile e – incredibile a dirsi – ancora portabile.

Il calibro 8100: nuovo dentro, radicale fuori

Il cuore di questa rivoluzione è il nuovo calibro automatico 8100, spesso appena 4 mm. Ma attenzione, non si tratta solo di un esercizio di miniaturizzazione: qui la vera novità sta nell’architettura. Addio ai classici sistemi camma-martello, benvenuta coppia pignone-cremagliera. Non è solo una scelta tecnica: è un ripensamento completo del modo in cui un cronografo dovrebbe funzionare.

In parole povere: ogni lancetta del cronografo è gestita da una propria cremagliera che accumula energia durante la corsa. Al momento del reset o del flyback, questa energia viene rilasciata istantaneamente. Risultato? L’azzeramento è istantaneo, morbido, quasi digitale nel feeling. Una carezza, più che un clic.

Tourbillon volante, ma con i piedi per terra

Il tourbillon volante, ripreso dal precedente RD#3, è ultrasottile ma non fa la diva. È costruito in titanio, con spirale piatta e regolazione interna. Eleganza funzionale, non ornamentale. Un esercizio tecnico che però non ruba la scena, ma si integra perfettamente nel progetto.

E parlando di integrazione: da applauso la corona multifunzione. Niente estrazione: basta premere il pulsante integrato per passare dalla carica alla regolazione dell’ora, con tanto di indicatore rosso per evitare confusione. Dettagli, sì, ma dettagli che fanno la differenza.

Un’estetica familiare… finché non la guardi bene

Il quadrante? Il classico “Bleu Nuit, Nuage 50” con finitura petite tapisserie. Ma al posto del solito logo sobrio, c’è un “Audemars Piguet” in stampatello corsivo, oversize. Scelta discutibile. Omaggio all’anniversario? Sicuro. Coerente con il minimalismo ingegneristico del resto dell’orologio? Non proprio.

Anche i contatori cronografici incassati e azzurrati si leggono bene, ma visivamente “piegano” il DNA del Jumbo verso un’estetica più moderna e industriale. Funzionale? Assolutamente. Bellissimo? Dipende dal punto di vista.

Materiali: fantascienza al polso

La cassa e il bracciale sono realizzati in titanio e Bulk Metallic Glass (vetro metallico amorfo a base di palladio, per gli amici). L’effetto finale è una leggerezza irreale, quasi disorientante. È come tenere in mano qualcosa che la fisica sembrava non prevedere.

Tutto questo in una cassa da 39 mm di diametro e appena 8,1 mm di spessore. Un miracolo di proporzioni, considerando le complicazioni che contiene. È più sottile di molti tre sfere moderni.

L’ultimo ballo della serie RD

Forse la vera notizia è un’altra: l’RD#5 è l’ultimo modello della serie R&D. Audemars Piguet ha annunciato che chiuderà qui il progetto RD per concentrarsi su innovazioni più “mainstream”. Addio quindi a questi orologi da laboratorio? Pare di sì. Ma almeno il sipario cala con stile.

Edizione limitata a 150 esemplari, con prezzo di listino di circa 280.000 € (IVA esclusa). E sì, probabilmente sono già tutti assegnati.

È il Jumbo, ma non come lo conosciamo

Con l’RD#5, Audemars Piguet dimostra che l’orologeria sperimentale può essere anche portabile, sottile e – perché no – bella da vedere. Ma soprattutto funzionale. Non è un concept fine a sé stesso, ma un potenziale apripista per le complicazioni del futuro. Anche se questa linea finisce qui, qualcosa mi dice che le sue idee torneranno in altri orologi più “civili”.

È un orologio per tutti? Assolutamente no. Ma è un orologio che resterà nella storia del marchio.

E se l’idea di un cronografo flyback ultrasottile con tourbillon volante in una cassa Jumbo vi sembra una follia… beh, è proprio questo il punto.

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