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Zenith usa il Chronomaster Revival Liberty II per raccontare due storie d’indipendenza

Il nuovo Liberty II reinterpreta il celebre A384 con dettagli ispirati ai colori della bandiera americana.
Maggio 28, 2026 – Matteo Serpellini

Negli ultimi anni Zenith ha costruito gran parte della propria identità moderna attorno all’El Primero e alle continue reinterpretazioni del celebre A384 del 1969.
Un’operazione che, sulla carta, potrebbe sembrare ripetitiva. E in alcuni casi lo è stata davvero.

Ma il nuovo Chronomaster Revival Liberty II riesce almeno ad aggiungere una narrativa leggermente più interessante rispetto alla classica “limited edition celebrativa”.

Perché dietro ai colori della bandiera americana non c’è soltanto il tributo ai 250 anni d’indipendenza degli Stati Uniti. Zenith collega infatti questa edizione anche alla propria storia industriale, ricordando il viaggio del fondatore Georges Favre-Jacot negli USA e la sua decisione di rivoluzionare la manifattura svizzera adottando un sistema produttivo integrato ispirato proprio all’industria americana.

Ed è probabilmente questo il dettaglio che salva il progetto dal rischio di diventare semplicemente un esercizio patriottico un po’ troppo facile.

Il Liberty II è molto meno “pacchiano” di quanto ci si aspetti

Ammettiamolo: quando un marchio annuncia un orologio rosso, bianco e blu dedicato agli Stati Uniti, il rischio estetico è enorme.
E invece Zenith riesce sorprendentemente a mantenere tutto abbastanza equilibrato.

La scelta di partire dal classico schema panda dell’A384 aiuta moltissimo. Il quadrante bianco con contatori blu scuro conserva infatti buona parte del fascino vintage originale del modello del 1969, mentre gli accenti rossi restano relativamente discreti. Perfino la lancetta cronografica a strisce rosse e bianche riesce a non risultare eccessiva, cosa quasi miracolosa considerando il concept.

Anche la versione in carbonio forgiato, limitata a soli 25 pezzi, appare meno aggressiva del previsto. Certo, perde parte del fascino rétro della cassa in acciaio, ma restituisce al Liberty II un’estetica più contemporanea e tecnica.

Personalmente però la versione in acciaio resta decisamente la più coerente.
Perché il vero punto di forza del Revival A384 continua a essere proprio quella silhouette tonneau da 37 mm estremamente fedele all’originale.

L’El Primero continua a fare il suo lavoro senza bisogno di effetti speciali

All’interno troviamo il ben noto El Primero 400 automatico, uno dei cronografi integrati ad alta frequenza più importanti della storia moderna dell’orologeria.
E qui Zenith fa probabilmente la scelta più intelligente possibile: non complicare inutilmente le cose.

Niente reinterpretazioni futuristiche, niente skeleton e nessuna complicazione aggiuntiva. Solo il classico El Primero a 36.000 alternanze/ora con ruota a colonne, frizione orizzontale e 50 ore di riserva di carica.

Onestamente, dopo anni di continue variazioni dell’El Primero, vedere Zenith limitarsi semplicemente a usare bene questo movimento è quasi apprezzabile.

Una limited edition costruita meglio di molte altre

Il mercato attuale è pieno di edizioni limitate che sembrano esistere soltanto per aggiungere un nuovo colore al catalogo.
Il Liberty II, pur non rivoluzionando nulla, appare invece più ragionato.

Perché il collegamento storico con gli Stati Uniti esiste davvero, il design rimane coerente con l’identità dell’A384 e l’orologio non forza continuamente il tema patriottico fino all’eccesso.

Certo, il fatto che sia disponibile esclusivamente per il mercato americano rende l’operazione inevitabilmente molto mirata. E probabilmente molti collezionisti europei non sentiranno alcun reale bisogno di possedere un Chronomaster “Stars & Stripes”.

Ma nel panorama attuale delle limited edition celebrative, il nuovo Liberty II riesce almeno in qualcosa di importante: avere una personalità precisa senza trasformarsi in una caricatura.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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