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TAG Heuer Formula 1 Automatic Chronograph × Gulf: quando il mito di Le Mans sposa il titanio e il carbonio

Un’edizione limitata a 1.000 esemplari spinta dal movimento automatico Calibre 16 e impermeabile fino a 200 metri. Il quadrante nero opaline è attraversato dalle storiche strisce verticali azzurre e arancioni, simbolo iconico di Gulf.
Giugno 29, 2026 – Samuel Filippone

Qual è la livrea più iconica nella storia del motorsport? Se lo chiedessimo a cento appassionati, i pareri si dividerebbero inevitabilmente tra il nero e oro della Lotus John Player Special, il rigore Martini Racing o il bianco-rosso Marlboro. Eppure, per una fetta enorme di puristi, nulla batterà mai l’accostamento tra l’azzurro cielo e l’arancio “marigold” del team Gulf, reso immortale dalle Porsche 917K e dalle Ford GT40 che dominavano a Le Mans. TAG Heuer, legata a questo immaginario sin dai tempi in cui Steve McQueen indossava il Monaco sul set del celebre film del 1971, decide oggi di rinfrescare questa partnership. E lo fa trasferendo per la prima volta questi colori storici su un cronografo meccanico della sua linea più dinamica: nasce il nuovo Formula 1 Automatic Chronograph × Gulf.

Se l’unione cromatica è un classico della storiografia della marca, l’esecuzione tecnica di questa referenza rompe nettamente con il passato, posizionandosi in una fascia di mercato decisamente più elevata.

Una struttura hi-tech dalle dimensioni XL

Il primo elemento di rottura rispetto alle precedenti edizioni Gulf della linea Formula 1 (finora rigorosamente animate da movimenti al quarzo) risiede nella scelta dei materiali. TAG Heuer abbandona l’acciaio tradizionale per abbracciare una cassa da 44 millimetri di diametro (47,3 mm da ansa ad ansa e 14,1 mm di spessore) interamente realizzata in titanio Grado 2 sabbiato. La scelta del titanio non è solo una strizzata d’occhio alle hypercar moderne, ma una necessità ergonomica: un cronografo di queste dimensioni in acciaio sarebbe risultato un macigno al polso, mentre la leggerezza del titanio ne garantisce un’ottima portabilità quotidiana.

A coronare la cassa troviamo una lunetta tachimetrica in carbonio forgiato, il cui pattern casuale e scuro contrasta nettamente con la finitura opaca del titanio. Un tocco di finezza stilistica è l’anello colorato interposto tra la lunetta e la carrure, che riprende sottilmente la tavolozza Gulf. Completano l’esterno la corona e i pulsanti cronografici con rivestimento DLC nero, con la corona ulteriormente impreziosita da un profilo laccato arancione. L’impermeabilità della cassa si attesta su un valore eccellente di 200 metri.

Il quadrante: geometrie racing in verticale

Il quadrante è il vero palcoscenico dell’orologio, dove la livrea Gulf viene integrata senza timidezze. La base è in opaline nero, ma l’attenzione viene immediatamente catturata dalle caratteristiche strisce verticali azzurre e arancioni che attraversano l’intera composizione, estendendosi fino al rehaut periferico della minuteria.

Il layout a tre contatori (cronografia e piccoli secondi) si inserisce in modo pulito grazie a una scelta estetica indovinata: l’adozione di lancette scheletrate per ore e minuti, che evitano di coprire i dettagli grafici sottostanti garantendo al contempo un aspetto spiccatamente contemporaneo. Gli indici applicati e sfaccettati sono riempiti di Super-LumiNova BGW9 a emissione verde, offrendo un ottimo contrasto visivo e una leggibilità notturna impeccabile.

Sotto il cofano: la scelta pragmatica del Calibre 16

Se l’estetica e i materiali della carrozzeria volano alto, la scelta della motorizzazione interna riporta l’orologio su binari di assoluto pragmatismo commerciale. Trattandosi del primo Formula 1 Gulf meccanico, all’interno della cassa batte il TAG Heuer Calibre 16, movimento automatico che adotta come base logica il collaudato calibro svizzero Sellita SW500.

Sia chiaro: non siamo di fronte a un calibro di manifattura d’avanguardia né al celebre Heuer 02. Il Calibre 16 è un “muletto” dell’orologeria: lavora a 4 Hz (28.800 alternanze/ora), conta 25 rubini e offre una riserva di carica di 48 ore. È un movimento solido, facilmente riparabile e robusto, ma le cui finiture industriali spiegano la scelta di TAG Heuer di adottare un fondello in titanio chiuso e avvitato, decorato con l’incisione del logo Gulf, piuttosto che un vetro zaffiro a vista. Un parallelo motoristico? Non è esattamente l’equivalente del leggendario motore a 12 cilindri piatto raffreddato ad aria della Porsche 917, ma fa il suo lavoro con assoluta affidabilità.

Considerazioni e posizionamento di mercato

Il segnatempo viene completato da un bracciale a maglie a “H” anch’esso in titanio Grado 2 sabbiato, dotato di chiusura pieghevole con estensione per la muta, e viene consegnato all’interno di un cofanetto speciale rigorosamente rifinito nei colori del team di corse.

Prodotto in una serie limitata a 1.000 esemplari, il TAG Heuer Formula 1 Automatic Chronograph × Gulf viene proposto a un prezzo di 6.300 euro. La cifra non è indifferente e posiziona questo Formula 1 in diretta concorrenza con cronografi di manifattura interni ed esterni al gruppo LVMH. Tuttavia, l’operazione ha una sua logica ferrea: dimostra che la livrea Gulf non deve necessariamente rimanere confinata al design squadrato e dichiaratamente rétro del Monaco, ma può ringiovanire se applicata a materiali hi-tech e forme spigolose. Per i collezionisti di memorabilia Gulf o per chi cerca un cronografo sportivo che non passi inosservato, questo pezzo rappresenta una sintesi d’impatto tra la nostalgia della griglia di partenza di Le Mans e la moderna ingegneria dei materiali.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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