Oris celebra il Cavallo di Fuoco tra simbolismo e sostanza meccanica
Con il Capodanno cinese del 2026, che inizierà il 17 febbraio sotto il segno del Cavallo di Fuoco, Oris propone una nuova edizione limitata che si inserisce in una tradizione ormai ben rodata nel settore. Non si tratta però di una semplice variazione cromatica o di un’operazione di marketing stagionale: il Year of the Fire Horse Limited Edition poggia su basi tecniche solide e su un movimento che rappresenta uno dei vertici dell’ingegneria interna del marchio svizzero.

Un movimento di manifattura pensato per l’uso reale
Al centro del progetto troviamo il calibro Oris 113, movimento a carica manuale con una riserva di carica di dieci giorni, valore ancora oggi raro in questa fascia di mercato. Appartenente alla serie “100”, introdotta nel 2014 per celebrare i 110 anni della maison, il 113 è stato concepito come strumento pratico per l’uso quotidiano, non come esercizio di stile fine a sé stesso.


Il movimento integra un business calendar completo, con indicazione di data, giorno della settimana, mese e settimana dell’anno. Una complicazione intelligente, pensata per chi utilizza davvero l’orologio come strumento di lavoro. Apprezzabile anche la gestione di tutte le funzioni tramite la sola corona, soluzione che evita correttori supplementari e preserva la pulizia della cassa.
Un quadrante che abbraccia senza timidezza la tradizione cinese
Dal punto di vista estetico, Oris non nasconde le proprie intenzioni. Il quadrante rosso profondo, abbinato a dettagli dorati, richiama in modo diretto i colori simbolo di fortuna e prosperità nella cultura cinese. È una scelta decisa, che può dividere, ma che risulta coerente con il tema celebrativo e con il carattere dell’orologio.

La disposizione delle informazioni è complessa ma ben organizzata: sul bordo esterno corre l’anello delle 52 settimane, indicato da una lancetta centrale dorata con punta rosa, mentre i mesi, scritti per esteso, trovano posto immediatamente all’interno. Una soluzione poco comune, ma leggibile, che distingue questo modello da molte altre interpretazioni del calendario annuale.
I contatori sfumati e il dettaglio che fa discutere
I due contatori incassati a ore 9 e 3 sono tra gli elementi più riusciti del quadrante. La finitura sfumata, che degrada dal centro chiaro verso un rosso scuro quasi vinaccia, aggiunge profondità e raffinatezza visiva. A sinistra trovano posto piccoli secondi e data, a destra l’indicatore di riserva di carica.


Ed è proprio quest’ultimo a introdurre l’elemento più giocoso, e potenzialmente controverso, dell’orologio: due cavalli rosa che indicano lo stato di carica del movimento. Il cavallo in corsa segnala il pieno dei dieci giorni, quello a riposo invita a ricaricare l’orologio. Dietro l’apparente leggerezza si cela però un sistema tecnico sofisticato, basato su un meccanismo non lineare a vite senza fine, brevettato da Oris. Un’idea che dimostra come il marchio sappia prendersi qualche libertà creativa senza rinunciare alla competenza meccanica.
Una cassa importante, coerente con la complessità del quadrante
La cassa in acciaio misura 43 mm di diametro, con uno spessore di 13,1 mm e un lug-to-lug superiore ai 50 mm. Numeri che confermano la vocazione importante del segnatempo: non è un orologio discreto né pensato per polsi piccoli, ma le dimensioni sono giustificate dalla ricchezza delle indicazioni sul quadrante.
Il vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso e l’impermeabilità fino a 50 metri completano una costruzione solida, più orientata all’uso quotidiano che all’avventura sportiva.

Il calibro a vista: funzionalità prima dell’ornamento
Attraverso il fondello in vetro zaffiro è possibile osservare il calibro 113 in funzione. Le finiture sono sobrie e industriali, in linea con la filosofia Oris: ponti spazzolati, grande bariletto ben visibile e bilanciere esposto. Non c’è ricerca esasperata dell’effetto scenografico, ma una trasparenza tecnica che privilegia la leggibilità e la robustezza.

Edizione limitata, prezzo e considerazioni finali
Prodotto in 88 esemplari numerati, numero particolarmente auspicioso nella cultura cinese, il Year of the Fire Horse viene abbinato a un cinturino in cordovan marrone scuro, pelle di cavallo, scelta simbolicamente coerente e non priva di una sottile ironia. La chiusura è deployante in acciaio, mentre la confezione è una scatola in legno dedicata.


Il prezzo di 6.650 franchi svizzeri colloca questo modello in una fascia interessante: impegnativa, ma giustificata dalla presenza di un movimento di manifattura complesso, da una produzione fortemente limitata e da una personalità ben definita.
In definitiva, l’Oris Year of the Fire Horse è un orologio che non cerca l’unanimità. È audace, tematico e tecnicamente serio. Un segnatempo che parla a un pubblico consapevole, capace di apprezzarne tanto la meccanica quanto le scelte stilistiche, anche quando queste escono dai binari più convenzionali.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale Oris.
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