Grand Seiko Evolution 9: la rivoluzione silenziosa passa per il bracciale (e un calibro da primato)
Nell’universo del collezionismo, poche costanti sono incrollabili come il rapporto di amore e odio che unisce gli appassionati a Grand Seiko. Se da un lato la manifattura nipponica è universalmente venerata per l’eccellenza poetica dei suoi quadranti e per la genialità tecnica della tecnologia Spring Drive, dall’altro è stata a lungo bersaglio di una critica specifica: la scarsa ergonomia dei bracciali e la cronica assenza di una micro-regolazione rapida sulla fibbia.

Oggi, Grand Seiko risponde a queste critiche non con un singolo modello, ma con una vera e propria pioggia di novità: ben nove referenze all’interno della collezione Evolution 9 subiscono un profondo aggiornamento strutturale. Non parliamo di stravolgimenti estetici, bensì di interventi mirati che spostano l’ago della bilancia verso una maturità costruttiva che il mercato chiedeva a gran voce.
Finalmente l’ergonomia: bracciali svasati e micro-regolazione
La vera notizia tecnica che farà esultare i puristi riguarda la transizione verso bracciali dal profilo nettamente più rastremato (tapered). Finora, i bracciali della linea Evolution 9 tendevano a mantenere una larghezza generosa e costante fino alla chiusura, penalizzando il comfort visivo e la vestibilità sui polsi meno muscolosi.


La svasatura introdotta su queste nuove versioni corregge questo difetto geometrico, snellendo le proporzioni generali. Ma il vero pezzo forte è il debutto della chiusura con micro-regolazione rapida senza attrezzi, una soluzione tecnica ereditata dall’esclusivo modello UFA SLGB003 dello scorso anno. Poter adattare il bracciale in pochi millimetri, soprattutto nei mesi estivi, era un prerequisito fondamentale per un orologio sportivo di lusso in questa fascia di prezzo. Un passo avanti necessario che toglie argomenti ai detrattori storici del brand.
Meccanica d’élite: l’ascesa del calibro U.F.A. 9RB2
Se l’esterno si adegua agli standard occidentali, è sotto il quadrante che Grand Seiko cala l’asso. Nei cinque modelli dotati di tecnologia Spring Drive, il precedente calibro 9RA2 da 5 giorni di riserva viene completamente pensionato a favore del Calibro U.F.A. 9RB2.

Il dettaglio da specialista: La sigla U.F.A. (Ultra-Fine Accuracy) non è un semplice vezzo di marketing. Questo movimento vanta una precisione dichiarata su base annua di +/- 20 secondi (circa +/- 3 secondi al mese). Portare questo calibro dalle casse da 37 mm alle più classiche ed equilibrate dimensioni da 40 mm è una mossa strategica enorme. Suggerisce chiaramente che Grand Seiko stia gradualmente standardizzando le sue linee sulla massima precisione esprimibile dalla sua tecnologia ibrida, sebbene la riserva di carica scenda a 72 ore rispetto alle 120 ore del calibro uscente.

I quattro modelli prettamente meccanici mantengono invece l’apprezzato movimento ad alta frequenza (36.000 alt/ora) con scappamento Dual Impulse Calibro 9SA5 e 80 ore di autonomia.
L’arte del quadrante tra evoluzioni e leghe proprietarie
Naturalmente, Grand Seiko non sarebbe tale senza le sue trame ispirate alla natura giapponese. Tra le novità spicca il non-limitato SLGH035 “Genbi Valley”, che riprende il motivo geometrico a scaglie dell’omonima limited edition declinandolo in un azzurro chiarissimo estremamente sofisticato.


Interessanti anche le micro-evoluzioni cromatiche e materiche: l’iconico quadrante White Birch (Betulla Bianca) nella versione Spring Drive (SLGB009) guadagna una texture leggermente più tridimensionale e marcata, mentre l’Atera Blue (SLGB011) accentua il suo gradiente verso i bordi. Quest’ultimo, inoltre, abbandona il titanio per abbracciare l’Ever-Brilliant Steel, la lega d’acciaio della casa superiore per lucentezza e resistenza alla corrosione, una modifica strutturale ora esplicitamente incisa sul fondello.

I modelli della nuova gamma saranno disponibili sul mercato tra settembre (le versioni Spring Drive) e ottobre (i meccanici). Il listino è fissato a 10.200 dollari per le versioni in acciaio Ever-Brilliant e sale a 11.400 dollari per i modelli in titanio ad alta intensità.

Di fronte a un posizionamento di prezzo che supera stabilmente la soglia psicologica dei diecimila euro, Grand Seiko non può più nascondersi dietro la sola poesia dei suoi quadranti. Se il passaggio all’acciaio proprietario o le impercettibili variazioni di tonalità dei quadranti Lake Suwa possono lasciare indifferente il consumatore medio, le modifiche al bracciale e alla chiusura cambiano radicalmente le carte in tavola.

Risolvendo finalmente i suoi storici problemi di ergonomia e dotando la linea sportiva di un calibro Spring Drive dalla precisione quasi assoluta, Grand Seiko dimostra di saper ascoltare i collezionisti. La collezione Evolution 9 perde quell’aria di “incompiuta” sul piano del bracciale per diventare, a tutti gli effetti, una delle alternative più credibili e tecnicamente avanzate all’egemonia sportiva svizzera.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.
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