Girard-Perregaux Bridges Cosmos: quando l’orologeria diventa cosmologia
Un ritorno unico, nel senso più letterale del termine
Ci sono orologi che misurano il tempo e altri che provano a spiegarlo. Il Girard-Perregaux Bridges Cosmos, presentato per la prima volta nel 2019, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Nel 2025 la Maison di La Chaux-de-Fonds riporta in vita questo progetto visionario sotto forma di pezzo unico, reinterpretandolo attraverso nuovi materiali e finiture più raffinate, senza alterarne la complessa architettura meccanica. Una scelta che conferma come, a certi livelli, l’evoluzione non debba necessariamente passare dalla tecnica, ma possa esprimersi anche, e soprattutto, attraverso l’estetica.

Una cassa fuori dagli schemi, fedele allo spirito Bridges
La cassa in titanio mantiene proporzioni imponenti: 47 mm di diametro e 22,2 mm di spessore, misure che dichiarano fin da subito la natura concettuale dell’orologio. Non c’è una corona tradizionale; al suo posto, quattro bélières rotanti sul fondello gestiscono carica, regolazione dell’ora e sincronizzazione dei globi. È una soluzione tanto radicale quanto coerente con la filosofia Bridges, che da sempre mette in discussione l’ergonomia classica per creare un’interazione più meccanica e consapevole con l’orologio.

Il vetro zaffiro bombato, in stile “box”, amplifica la tridimensionalità del quadrante, mentre il fondello in zaffiro semicircolare integra il sistema di carica manuale. La resistenza all’acqua resta simbolica (30 metri), ma qui l’orologio è chiaramente chiamato a navigare altri spazi.
Un quadrante che racconta il cielo e la Terra
È sul quadrante che questo Girard-Perregaux Cosmos Unique Piece trova la sua vera voce. La costruzione a due livelli abbina una base in madreperla tahitiana a una lastra superiore in avventurina blu traslucida, creando una profondità visiva che richiama immediatamente il firmamento.

A ore 6 campeggia il tourbillon da un minuto, trattenuto da un Neo Bridge in titanio sabbiato, firma estetica e tecnica della collezione. A ore 9 ruota il globo celeste, inciso con le costellazioni zodiacali e sincronizzato sul giorno siderale (23 ore, 56 minuti e 4 secondi). A ore 3, il globo terrestre compie invece una rotazione completa ogni 24 ore, fungendo da indicatore giorno/notte: il lato diurno visibile dal quadrante, quello notturno dal fondello.


Entrambi i globi sono realizzati in titanio con ossidazione laser e trattamento luminescente blu, un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di teatralità al buio.
La lettura dell’ora è volutamente separata, affidata a un contatore decentrato a ore 12, con indici in oro bianco applicati e lancette dauphine luminescenti. Una scelta che preserva la leggibilità senza interferire con la complessità narrativa del resto del quadrante.
Girard-Perregaux e il Calibro GP09320: alta orologeria senza compromessi
Sotto questa architettura batte il calibro di manifattura GP09320, lo stesso che animava il Cosmos originale. Un movimento a carica manuale composto da 368 elementi e 52 rubini, con una frequenza di 21.600 alternanze/ora e una riserva di carica di 57 ore.

La finitura è all’altezza del posizionamento: ponti in titanio sabbiato con anglage manuale, platina perlata, viti lucidate a specchio. È una decorazione moderna, tecnica, priva di nostalgia gratuita, che dialoga perfettamente con il linguaggio futuristico dell’orologio.


Un oggetto da collezione, non da confronto
Il nuovo Girard-Perregaux Bridges Cosmos viene proposto su cinturino in pelle di vitello antracite con finitura nubuck e fibbia deployante in titanio. Essendo un pezzo unico, il prezzo è su richiesta; come riferimento, le precedenti edizioni limitate si attestavano poco sotto i 400.000 euro.

Non è un orologio che chiede di essere confrontato, né tantomeno razionalizzato. È un esercizio di alta orologeria concettuale, un microcosmo meccanico che unisce astronomia, filosofia e savoir-faire contemporaneo. In un panorama spesso affollato da complicazioni ripetute e citazioni del passato, il Bridges Cosmos continua a occupare una traiettoria tutta sua. E lo fa, ancora una volta, guardando alle stelle.
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