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Gagà Laboratorio Aqualab: un diver fuori dagli schemi, ma sorprendentemente coerente

Un diver fuori dagli schemi che punta su design e identità più che sulla tradizione, offrendo una proposta originale ma non del tutto orientata alla massima funzionalità subacquea.
Aprile 13, 2026 – Samuel Filippone

L’ingresso nel segmento dei diver è sempre un passaggio delicato, soprattutto per un marchio con un’identità estetica forte. Con l’Aqualab, Gagà Laboratorio affronta questa sfida senza rinunciare ai propri codici, proponendo un orologio subacqueo che evita deliberatamente i cliché del genere.

Un’operazione rischiosa, ma in questo caso più riuscita del previsto.

Un diver che non vuole sembrare un diver

La prima impressione è chiara: l’Aqualab non segue le regole tradizionali degli orologi subacquei.

Niente lunetta esterna prominente, niente linee aggressive o volutamente “toolish”. Al contrario, la cassa presenta forme morbide e scolpite, con transizioni fluide che ricordano più un oggetto di design che uno strumento tecnico.

La scelta della doppia corona è particolarmente interessante. Una gestisce l’ora, l’altra la lunetta interna girevole, soluzione che consente di mantenere la pulizia delle linee. È una decisione intelligente: preserva l’identità del marchio senza sacrificare completamente la funzionalità richiesta a un diver.

Un quadrante non convenzionale

Il quadrante conferma questa volontà di differenziarsi.

L’indicazione delle ore avviene tramite un sistema a scorrimento “digitale”, mentre i minuti restano analogici. Il tutto è completato da una lancetta dei secondi centrale e da una costruzione multilivello che aggiunge profondità visiva.

Non è una configurazione pensata per la massima immediatezza, soprattutto in contesti subacquei dove la leggibilità è fondamentale. Ma è coerente con la filosofia del marchio: interpretare, non replicare.

Qui emerge uno dei limiti principali: chi cerca uno strumento puro potrebbe trovare questo approccio poco ortodosso. Chi invece apprezza il design troverà un’identità ben definita.

Dimensioni e presenza al polso

Con i suoi 44 mm di diametro e 15 mm di spessore, l’Aqualab non è certo un orologio discreto.

Tuttavia, le forme arrotondate della cassa attenuano parzialmente questa percezione, evitando quell’effetto “blocco” tipico di molti diver di grandi dimensioni. Resta comunque un segnatempo importante, pensato per essere notato.

Le tre varianti cromatiche, Aquamarine, Silver Grey/Blue e Anthracite, coprono registri diversi. La versione nera con accenti arancioni è probabilmente la più equilibrata, grazie a un contrasto ben gestito che ne valorizza la leggibilità.

Tecnica: credibilità sufficiente

Dal punto di vista tecnico, l’Aqualab offre specifiche adeguate: impermeabilità fino a 200 metri, vetro zaffiro e movimento automatico La Joux-Perret G100 con circa 68 ore di riserva di carica.

Non siamo di fronte a un diver professionale estremo, ma a un orologio credibile per un utilizzo reale, almeno sulla carta.

Il cinturino in HNBR conferma la vocazione sportiva, mentre il prezzo, intorno ai 3.900 CHF, lo posiziona in una fascia intermedia, dove il design gioca un ruolo determinante nella scelta.

Con l’Aqualab, Gagà Laboratorio dimostra che è possibile entrare in una categoria codificata senza uniformarsi completamente.

Il risultato è un diver atipico, che privilegia il linguaggio estetico rispetto alla purezza funzionale. Una scelta che non piacerà a tutti, ma che ha il merito di essere coerente.
Il vero punto di forza è proprio questo: l’Aqualab non sembra un compromesso, ma un’evoluzione naturale del marchio.

Resta una domanda aperta: quanto spazio c’è, oggi, per un diver che non vuole comportarsi come tale?
Probabilmente abbastanza, almeno per chi cerca qualcosa di diverso dal solito.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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