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Bremont tra cielo e spazio: due cronografi, due visioni

Bremont presenta due cronografi che raccontano due visioni opposte tra tradizione e innovazione.
Aprile 22, 2026 – Matteo Serpellini

Nel panorama contemporaneo, Bremont continua a costruire la propria identità su un racconto ben preciso: strumenti legati all’aviazione, all’esplorazione e, sempre più spesso, allo spazio.

Con le ultime novità presentate, il marchio inglese propone due cronografi che sembrano muoversi su traiettorie opposte: uno radicato nella tradizione, l’altro proiettato, almeno simbolicamente, verso la Luna.

Altitude Chronograph: nostalgia ben eseguita (ma non impeccabile)

Partiamo dal modello più “terrestre”: l’Altitude Chronograph Pulsograph.

L’elemento centrale è il movimento Valjoux 23, recuperato in versione new-old-stock e rielaborato con il supporto di Chronode. Una scelta che oggi funziona molto bene sul mercato: combina fascino vintage e affidabilità moderna.
Dal punto di vista visivo, il quadrante color salmone con finiture multiple è interessante e ben realizzato. Gli indici applicati e il layout bi-compax richiamano chiaramente i cronografi storici.

Tuttavia, non tutto è perfettamente coerente. La presenza della scala pulsometrica, ad esempio, appare leggermente fuori contesto per un orologio dichiaratamente “pilot”. È un dettaglio affascinante, ma che sembra più decorativo che funzionale.

Il movimento, visibile dal fondello, è probabilmente la parte più convincente: rifinito con cura, mantiene un carattere autentico. Paradossalmente, è proprio il quadrante a risultare meno armonico rispetto alla qualità del calibro.

Supernova Chronograph: design e storytelling

Se l’Altitude guarda al passato, il Supernova Chronograph guarda decisamente altrove.

Qui Bremont introduce una nuova linea, con cassa integrata e un design più contemporaneo, quasi industriale. Le geometrie angolari e la lunetta in ceramica contribuiscono a un’estetica che richiama, in modo più o meno diretto, l’architettura aerospaziale.

Il quadrante è uno degli elementi più riusciti: una struttura multilivello con griglia traforata e base luminescente crea profondità e leggibilità, soprattutto in condizioni di scarsa luce.

Il movimento automatico BC77, certificato cronometro, è una scelta pragmatica. Non è particolarmente emozionante dal punto di vista collezionistico, ma è coerente con l’idea di un orologio strumento.

La “missione lunare”: marketing o sostanza?

Il punto più interessante, e discutibile, riguarda la versione del Supernova destinata alla Luna.

Un esemplare verrà integrato nel rover FLIP e lasciato sulla superficie lunare, dove continuerà a funzionare fino all’esaurimento della carica.

Dal punto di vista narrativo, è un’operazione potente. Ma sul piano pratico, il valore tecnico è limitato: non si tratta di un test funzionale né di uno strumento operativo.
È, essenzialmente, un gesto simbolico. E come tale va interpretato.

Con queste due uscite, Bremont dimostra una doppia anima

Da un lato, la volontà di ancorarsi alla tradizione con operazioni come il Valjoux 23. Dall’altro, il tentativo di costruire un linguaggio più moderno e distintivo con il Supernova.

Il risultato è interessante, ma non del tutto coerente.
L’Altitude convince per il contenuto meccanico, ma lascia qualche dubbio sul piano estetico. Il Supernova, al contrario, è più forte nel design e nella narrazione, ma meno incisivo sul fronte tecnico.

In definitiva, Bremont sembra ancora in fase di definizione.
E forse è proprio questo il punto più interessante: capire quale delle due direzioni diventerà davvero la sua identità.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

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