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TAG Heuer presenta a Geneva Watch Days 2025 i nuovi Monaco e Carrera con spirale TH-Carbonspring

Due edizioni limitate da 50 pezzi inaugurano la nuova spirale in carbonio sviluppata internamente: più leggera, amagnetica e resistente agli urti, pronta a sostituire il silicio e a ridefinire il futuro dell’orologeria meccanica.
Settembre 4, 2025 – Matteo Serpellini
Due nuove referenze di TAG Heuer debuttano al Geneva Watch Days 2025
Due nuove referenze di TAG Heuer debuttano al Geneva Watch Days 2025

TAG Heuer ha scelto il palcoscenico dei Geneva Watch Days 2025 per presentare due novità destinate a far parlare a lungo gli appassionati di orologi meccanici. Si tratta del Monaco Flyback Chronograph TH-Carbonspring e del Carrera Chronograph Tourbillon Extreme Sport TH-Carbonspring, entrambi prodotti in edizione limitata a 50 pezzi. Due modelli che non si limitano a rinnovare estetica e materiali, ma che introducono ufficialmente la spirale TH-Carbonspring, una tecnologia sviluppata internamente dalla maison e pronta a segnare un nuovo passo nell’evoluzione dell’orologeria.

Il Monaco mantiene la sua inconfondibile forma squadrata, eredità del 1969, ma si veste quasi interamente in carbonio forgiato. Cassa da 39 mm, spessore di 14,1 mm e impermeabilità fino a 100 metri definiscono una struttura leggera ma solida. Anche i pulsanti e la corona sono realizzati nello stesso materiale, mentre il fondello in vetro zaffiro quadrato permette di osservare il calibro TH20-60, cronografo flyback automatico certificato COSC con una riserva di marcia di 80 ore. Sul quadrante, anch’esso in carbonio inciso con un motivo a spirale, spiccano tre contatori disposti a ore 3, 6 e 9, indici e lancette in oro nero con trattamento Super-LumiNova bianca e una lancetta centrale dei secondi in contrasto bianco. A completare il look sportivo e moderno, un cinturino in caucciù nero con fibbia pieghevole in titanio DLC. Il prezzo è fissato a 17.600 euro, con disponibilità da dicembre 2025.

Se il Monaco punta sull’icona, il Carrera porta la spirale TH-Carbonspring in un terreno più tecnico e audace. La cassa in carbonio forgiato da 44 mm, con lunetta tachimetrica abbinata, racchiude il calibro TH20-61, un cronografo con ruota a colonne e tourbillon volante, certificato COSC. Anche qui il carbonio è protagonista: il quadrante mostra una texture a spirale, con due contatori cronografici a ore 3 e 9 e il tourbillon a ore 6 incorniciato da un anello in oro nero. Gli indici rodiati e le lancette sfaccettate trattate con Super-LumiNova assicurano leggibilità, mentre la riserva di carica è di 65 ore. L’impermeabilità raggiunge i 100 metri e il cinturino in caucciù con fibbia in titanio DLC completa l’orologio. Prezzo di lancio: 41.000 euro, disponibile dall’inizio del 2026.

Dietro queste due novità non c’è solo estetica o complicazione meccanica, ma soprattutto la spirale TH-Carbonspring, vero cuore pulsante dei nuovi modelli. Si tratta di un componente coltivato tramite deposizione chimica da vapore (CVD), in cui i nanotubi di carbonio vengono stabilizzati con carbonio amorfo. Il risultato è una spirale omogenea, leggerissima e resistente, prodotta interamente negli stabilimenti TAG Heuer e protetta da quattro brevetti. Un dettaglio importante: il minuscolo collarino che collega la spirale al bilanciere viene formato durante la crescita stessa del componente, eliminando una fase di assemblaggio delicata e soggetta a errori.

Le prestazioni sono la vera chiave di questa tecnologia. La spirale è totalmente amagnetica, insensibile ai campi magnetici che spesso influenzano l’accuratezza degli orologi meccanici. Nei test, resiste a urti fino a 5.000 g, dove l’acciaio si piega e il silicio si frantuma. Inoltre, la leggerezza superiore al silicio riduce l’inerzia, migliorando la stabilità cronometrica in tutte le posizioni. Il tutto con un vantaggio fondamentale: non dipendere più dal silicio protetto da brevetti condivisi da altri grandi marchi, come Rolex, Omega, Patek Philippe o Swatch Group.

Il percorso verso la TH-Carbonspring è stato lungo. I primi test risalgono al 2019 con il Carrera Nanograph Tourbillon, seguito dall’Autavia Isograph Chronometer. Quest’ultimo tentò di portare la spirale in carbonio in un calibro di larga produzione, ma le difficoltà industriali costrinsero a tornare indietro. Fu poi il Monaco Only Watch del 2021 a segnare la svolta: lì la spirale mostrò finalmente maturità e affidabilità, aprendo la strada alla vera industrializzazione.

Oggi, con i Geneva Watch Days 2025, TAG Heuer non parla più di esperimenti, ma di orologi concreti, pronti per i collezionisti. La spirale TH-Carbonspring è stata validata, certificata e messa in produzione, inaugurando una nuova fase in cui il carbonio prende il posto del silicio.

Per chi ama l’orologeria meccanica, il messaggio è chiaro: la ricerca sui materiali non è un dettaglio, ma la chiave per rendere gli orologi più precisi, più resistenti e più longevi. E se Monaco e Carrera sono la vetrina scelta da TAG Heuer per questa novità, significa che la maison vede nella TH-Carbonspring non solo un traguardo tecnologico, ma un punto di partenza per i futuri modelli.

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