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UltraFino Monaco: il tourbillon volante secondo Bianchet

Un progetto ultraleggero che combina architettura ispirata alla sezione aurea, titanio grado 5 e resistenza fino a 5000 G.
Febbraio 20, 2026 – Stefano Gherardi

Un contesto che non basta a definirlo

Le collaborazioni tra alta orologeria e discipline sportive non rappresentano più un’eccezione, ma quasi una consuetudine del settore. In questo scenario, però, l’UltraFino Monaco non si lascia interpretare come una semplice declinazione tematica ispirata alla motonautica elettrica o come un omaggio estetico al Principato. Il progetto affonda le radici in un lavoro già strutturato da Bianchet con la linea UltraFino, una piattaforma che negli ultimi anni ha definito con chiarezza un linguaggio tecnico e costruttivo preciso. Per questo motivo non appare come un episodio isolato o un’operazione d’immagine, ma come la prosecuzione logica di una ricerca sulla leggerezza, sulle proporzioni e sull’integrazione tra architettura del movimento e design della cassa. Il riferimento alla E1 Series rimane parte del racconto, ma resta sullo sfondo, senza sovrapporsi alla sostanza meccanica. Ed è proprio questa capacità di mantenere equilibrio tra contesto sportivo e coerenza progettuale a rendere il modello degno di attenzione.

Finiture e leggibilità

In un orologio scheletrato la leggibilità rappresenta sempre una sfida. L’UltraFino Monaco affronta il tema con un quadrante aperto ma organizzato, in cui il tourbillon a ore sei funge da punto di ancoraggio visivo. I ponti e le ruote sono disposti secondo una geometria precisa, lasciando spazio alla luce senza creare confusione. Gli indici applicati, discreti ma ben definiti, emergono con precisione sull’architettura scheletrata, mentre le lancette, leggere e proporzionate, garantiscono una lettura chiara senza appesantire l’insieme. La scelta delle finiture e dei contrasti cromatici consente di mantenere equilibrio tra estetica e funzionalità. Le oltre quindici ore di smussatura manuale dedicate a ciascun movimento testimoniano l’attenzione di Bianchet per la tradizione artigianale.

I bordi lucidati catturano la luce in modo discreto, mentre le superfici satinate creano un contrasto misurato. Anche i dettagli rossi, ripresi sul cinturino in caucciù naturale vulcanizzato, sono dosati con equilibrio. Non dominano la scena, ma accompagnano l’estetica complessiva. La corona, integrata armoniosamente nella carrure e protetta da spallette sagomate, contribuisce alla coerenza formale della cassa tonneau e rafforza la sensazione di solidità strutturale. In questo senso l’UltraFino Monaco mantiene un’impostazione che resta profondamente orologiera, pur utilizzando materiali e soluzioni contemporanee.

Cassa in composito e leggerezza strutturale

Osservando l’UltraFino Monaco si viene colpiti dalla cassa tonneau in composito di fibre di quarzo bianco, arricchita da dettagli in gomma vulcanizzata rossa. La scelta non è solo cromatica. Il materiale, derivato da fibre di silice purissima e quarzo naturale, nasce per applicazioni industriali ad alte prestazioni e viene qui adattato a un contesto di alta orologeria. Bianchet lo utilizza per ottenere rigidità, resistenza agli urti e un peso contenuto. Le dimensioni parlano chiaro: 40 millimetri di larghezza, 47,5 millimetri di lunghezza e uno spessore di 8,9 millimetri. Numeri che, sulla carta, potrebbero sembrare importanti, ma che al polso risultano equilibrati grazie alla curvatura ergonomica della cassa. Il peso complessivo di circa 55 grammi sorprende se si considera la presenza di un tourbillon volante automatico e di un rotore in oro massiccio. In questo equilibrio tra forma e sostanza l’orologio trova uno dei suoi punti di forza.

Architettura del movimento UT01

Il cuore dell’UltraFino Monaco è il calibro UT01 sviluppato da Bianchet, un tourbillon volante automatico con frequenza di 21.600 alternanze l’ora, pari a 3 hertz, e una riserva di carica di circa 60 ore. Il movimento misura appena 3,85 millimetri di spessore e pesa circa 8 grammi, grazie alla costruzione in titanio grado 5. La gabbia del tourbillon compie una rotazione completa in 60 secondi ed è progettata per resistere a sollecitazioni fino a 5000 G. Si tratta di dati tecnici rilevanti, ma ciò che colpisce in questo segnatempo è l’armonia dell’insieme. Il bariletto sospeso, lo scappamento riprogettato e il sistema di carica ottimizzato non cercano l’effetto spettacolare. Al contrario, seguono una logica architettonica ispirata alla sequenza di Fibonacci. Questa impostazione conferisce ordine visivo al quadrante scheletrato, evitando quella sensazione di eccesso che talvolta accompagna i tourbillon moderni.

Identità e confronti inevitabili

Ogni volta che si parla di un tourbillon ultraleggero con cassa tonneau, il confronto con altri marchi specializzati in orologeria tecnica è quasi automatico. Tuttavia l’orologio sembra percorrere una strada distinta. L’obiettivo non appare quello di trasformare l’orologio in un manifesto ingegneristico, bensì di integrare innovazione e portabilità. Con un’impermeabilità di 5 atmosfere, un fondello in composito di fibre di quarzo bianco e vetro zaffiro, e due cinturini intercambiabili in caucciù rosso e bianco con chiusura deployante in titanio grado 5, l’UltraFino Monaco dimostra una certa versatilità. La costruzione resta sofisticata, ma non sacrifica il comfort quotidiano. Anche il bilanciere a inerzia variabile e l’adattabilità a sei posizioni indicano un’attenzione alla precisione che va oltre la pura dichiarazione tecnica. In definitiva, Bianchet sembra voler ribadire che modernità e tradizione possono convivere senza conflitto.

Prezzo e disponibilità

Il Bianchet Ultrafino Skeleton Flying Tourbillon Monaco è proposto a un prezzo di 75.500 franchi svizzeri, tasse escluse. La produzione è limitata a 98 esemplari, un numero che richiama il codice del Principato di Monaco e che sottolinea la natura esclusiva del modello. Le consegne sono previste a partire da giugno 2026.

Per ulteriori dettagli: bianchet.com

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