Studio Underd0g x Fears Manhattan: l’orologio in edizione limitata che trasforma un cocktail in design
Un orologio ispirato a un cocktail? Studio Underd0g e Fears ci riprovano con il Manhattan
Nel mondo degli orologi in edizione limitata, dove ogni dettaglio conta e ogni scelta stilistica ha il peso di un calibro svizzero, la nuova collaborazione Studio Underd0g x Fears Manhattan si presenta come un esercizio di stile ben riuscito, anche se non senza punti interrogativi.
Dopo il successo lampo del Gimlet, lanciato lo scorso marzo durante il British Watchmaker’s Day 2025, i due marchi britannici tornano a shakerare il mercato con un nuovo modello che prende ispirazione da un classico cocktail americano: il Manhattan. Un connubio tra la modernità provocatoria di Studio Underd0g, microbrand fondato da Richard Benc, e l’eleganza senza tempo di Fears Watches, maison storica risorta nel 2016 per mano di Nicholas Bowman-Scargill.

Design e materiali: tra vintage e sperimentazione moderna
A livello estetico, il nuovo Manhattan prosegue la formula vincente del Gimlet, ma ne ribalta il registro cromatico. Qui i toni sono più caldi, maturi, quasi autunnali. La cassa da 38 mm, spessa 12 mm e lunga 43,5 mm alle anse, è quella già nota del Fears Brunswick: un design a cuscino con linee morbide, anse corte e una classica corona a cipolla, che richiama il fascino degli orologi degli anni ’40.
Il vero colpo d’occhio, però, è il quadrante. Un disco in zaffiro spesso 1 mm, fissato con due viti visibili, sospende sopra la base soleil ambra fumé tutti gli elementi stampati: numeri, minuteria chemin de fer, e i loghi dei due brand. Il risultato è un effetto di profondità unico, con giochi di luce e ombre che cambiano a seconda dell’angolazione. Una scelta audace, non nuova ma sempre scenografica.
L’unica nota stonata? Alcune leggere imperfezioni nella stampa del quadrante (specie nei contorni neri). Ma va detto: l’orologio visionato era ancora un prototipo.

Colori che sorprendono, lancette che convincono
Rispetto alle lancette scheletrate del Gimlet, il Manhattan adotta una soluzione più “solida”: lancette piene e luminose, in una tonalità leggermente calda, che si sposano perfettamente con i riflessi ramati del quadrante. Una combinazione cromatica coraggiosa, che non avrebbe dovuto funzionare… e invece funziona eccome.
È il tipo di orologio che, una volta al polso, sorprende anche i più scettici. Lo si guarda due volte. Poi tre. E poi si comincia a cercare online dove comprarlo — scoprendo con amarezza che sarà tutt’altro che facile.


Movimento e fondello: semplicità studiata, con un tocco di ironia
Il movimento scelto è il Sellita SW210 a carica manuale, un classico tra i microbrand di orologeria indipendente. Affidabile, facilmente assistibile, con una riserva di carica di 42 ore. Nessuna pretesa tecnica, ma la corona leggermente sovradimensionata offre un’ottima esperienza di carica manuale, rendendo il gesto quasi piacevole.
Il fondello è chiuso, in acciaio satinato con una finitura a raggi di sole, decorato solo da una piccola incisione di due ciliegie. Un dettaglio giocoso, che strizza l’occhio al cocktail da cui prende nome l’orologio. Niente vetro zaffiro sul retro: qui si punta tutto sull’effetto sorpresa del quadrante.


Distribuzione limitata e strategia di lancio: geniale o frustrante?
Ecco il tasto dolente (o forse il più brillante colpo di marketing): il Manhattan sarà disponibile solo di persona, in esclusiva alla WindUp Watch Fair di New York, dal 17 al 19 ottobre 2025. Solo 300 esemplari, venduti a un prezzo di 1000 euro. Nessuna possibilità di acquisto online.
Una scelta che farà sicuramente discutere. Chi vive a migliaia di chilometri da Manhattan (quella vera) si sentirà inevitabilmente escluso. Ma c’è una consolazione: i due brand hanno già annunciato un seguito, dal nome eloquente “Hair of the D0g”, in arrivo alla fine della fiera. Probabilmente pensato per soddisfare chi, questa volta, è rimasto a bocca asciutta.
Se il Gimlet era fresco e giocoso, il Manhattan è riflessivo e deciso. Un’evoluzione naturale di una collaborazione che continua a sorprendere, a partire proprio dalla scelta di trattare l’orologeria come se fosse un buon cocktail: con equilibrio, personalità e un pizzico di ironia.
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