Seiko celebra i 145 anni con due nuovi Presage che puntano tutto sull’artigianato giapponese
Negli ultimi anni Seiko ha imparato molto bene a valorizzare il proprio patrimonio culturale.
E bisogna ammettere che, rispetto a molti marchi che abusano continuamente della parola “heritage”, la maison giapponese riesce spesso a collegare tradizione e prodotto in modo piuttosto credibile.

I due nuovi Presage celebrativi per il 145° anniversario seguono esattamente questa filosofia. Da una parte troviamo il più scenografico HCC007 con quadrante in porcellana Arita smaltata blu, dall’altra il più compatto ed elegante HCC004, che punta invece su texture ispirate alla seta tradizionale giapponese.


Due orologi molto diversi tra loro, ma uniti da un elemento chiave: il tentativo di trasformare materiali e lavorazioni artigianali giapponesi in linguaggio orologiero contemporaneo.
E, almeno in parte, Seiko riesce nell’operazione.
Il Presage in porcellana Arita è il vero protagonista
Il modello più interessante della coppia è senza dubbio l’HCC007.
Seiko lavora da tempo con la porcellana Arita, ma qui il risultato appare più ambizioso rispetto a molte edizioni precedenti. Il quadrante blu cobalto sviluppato insieme al maestro Hiroyuki Hashiguchi riesce infatti a creare profondità e variazioni cromatiche molto più dinamiche del solito.

La superficie centrale texturizzata amplifica ulteriormente i riflessi dello smalto, dando al quadrante quasi un effetto liquido sotto la luce.
E questa è probabilmente la parte più riuscita dell’orologio: la capacità di sembrare artigianale senza risultare troppo “tradizionalista”.

Certo, le specifiche restano molto Seiko. La cassa da 39,6 mm è piuttosto equilibrata, ma i 3 bar d’impermeabilità ricordano immediatamente che siamo davanti a un dress watch puro, senza alcuna pretesa sportiva. E anche il calibro 6R51, pur con 72 ore di riserva di carica, continua a mostrare tolleranze di precisione abbastanza permissive rispetto ad alcuni concorrenti svizzeri nella stessa fascia di prezzo.
Ma probabilmente chi compra un Presage del genere non lo fa per inseguire la precisione cronometrica assoluta.
Lo compra per il quadrante. E onestamente è difficile dargli torto.
Il piccolo HCC004 è forse il più elegante della coppia
Il secondo modello della collezione rischia quasi di passare in secondo piano accanto alla spettacolarità dell’Arita blu. Eppure il nuovo HCC004 è probabilmente l’orologio più riuscito dal punto di vista dell’equilibrio generale.

La cassa da 36 mm, le anse compatte e il quadrante bianco texturizzato ispirato alla seta raffinata giapponese restituiscono infatti un’eleganza molto più sobria e versatile.

Anche il contrasto tra il bianco opaco e le lancette blu “Seiko Blue” funziona estremamente bene, senza bisogno di effetti scenografici particolari.
È un orologio semplice, ma nel senso positivo del termine.
E forse proprio per questo potrebbe invecchiare meglio rispetto a tante limited edition celebrative più aggressive o appariscenti.
Interessante anche la scelta delle dimensioni. In un mercato ancora pieno di dress watch sovradimensionati, vedere Seiko proporre un automatico elegante da 36 mm è quasi controcorrente.
Il calibro convince… fino a un certo punto
Entrambi gli orologi montano il calibro automatico 6R51, movimento interno con 72 ore di autonomia e architettura ormai ben conosciuta all’interno della gamma Presage.
Dal punto di vista tecnico è un movimento assolutamente affidabile e coerente con il posizionamento della collezione.
Ma resta anche uno dei punti dove Seiko continua a ricevere più critiche dagli appassionati.

Le tolleranze ufficiali di precisione, fino a +25/-15 secondi al giorno, iniziano infatti oggi a sembrare piuttosto conservative, soprattutto considerando l’aumento generale dei prezzi negli ultimi anni.
Non è un problema reale nell’utilizzo quotidiano per la maggior parte degli utenti, ma resta un aspetto che Seiko probabilmente dovrà affrontare prima o poi nelle gamme medio-alte.
Seiko continua a valorizzare il proprio lato più culturale
Al di là delle specifiche tecniche, questi due nuovi Presage mostrano una direzione molto chiara.
Seiko sta sempre più cercando di differenziarsi non soltanto tramite il rapporto qualità-prezzo, ma anche attraverso un racconto culturale fortemente legato all’artigianato giapponese.
E, a differenza di molte operazioni di marketing costruite artificialmente, qui il collegamento appare abbastanza autentico.


Perché la porcellana Arita, la lavorazione della seta e persino il celebre “Seiko Blue” fanno davvero parte della storia del marchio e della cultura giapponese da cui nasce.
Certo, non tutto è perfetto. I movimenti potrebbero essere regolati meglio e alcuni dettagli tecnici restano ancora molto conservativi.
Ma nel complesso questi due Presage riescono in qualcosa che molti orologi celebrativi non riescono più a fare: avere una personalità propria senza sembrare semplici esercizi commerciali da anniversario.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.
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