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Fleming Series 1 Mark II: evoluzione silenziosa di un’identità emergente

Un aggiornamento che punta su maturità estetica e integrazione tra movimento e cassa.
Aprile 2, 2026 – Lorenzo Sana

Nel mondo dell’orologeria indipendente, il vero banco di prova arriva sempre dopo il debutto. È facile colpire con una prima collezione ben studiata; più difficile è dimostrare coerenza nel tempo.

Con il nuovo Series 1 Mark II, Fleming sceglie la strada dell’evoluzione, evitando rivoluzioni inutili e concentrandosi su un affinamento più profondo del proprio linguaggio.

Dal guilloché alla costruzione: un cambio di approccio

La prima generazione aveva conquistato molti appassionati grazie a quadranti elaborati, tra guilloché e materiali decorativi. Una scelta efficace, ma in parte “derivativa” rispetto a certi codici dell’alta orologeria svizzera.

Qui il marchio cambia direzione. I nuovi quadranti, nelle versioni Redwood (oro rosa) e Pacific (tantalio), sono più sobri ma anche più personali. La struttura a settori, le finiture verticali e gli anelli lucidi creano un equilibrio interessante tra modernità e classicismo.

All’inizio possono risultare meno immediati rispetto ai modelli precedenti. Ma, a ben vedere, sono anche più maturi.

Cassa e proporzioni: dettagli che fanno la differenza

Le modifiche alla cassa sono sottili ma significative. Le linee diventano leggermente più tese, più definite, senza perdere quell’eleganza sottile che caratterizza il modello.

Le anse scheletrate restano uno degli elementi distintivi, e tecnicamente più complessi, soprattutto nella lavorazione del tantalio.

Con uno spessore contenuto e proporzioni ben bilanciate, il Series 1 Mark II si conferma un orologio pensato per chi apprezza la discrezione più che l’ostentazione.

Il movimento: coerenza prima della spettacolarità

Il calibro FM.02, sviluppato con Jean-François Mojon, non cambia nella sostanza ma evolve nella forma.

Sette giorni di riserva di carica, architettura sottile e carica manuale: numeri solidi, senza effetti speciali. La vera novità è nella finitura e nell’integrazione estetica con il resto dell’orologio.

I ponti sono stati ridisegnati per aumentare gli angoli interni e ampliare le superfici lavorate. Anche le ruote assumono forme personalizzate, richiamando le anse scheletrate.

È un lavoro più raffinato che rivoluzionario, ma coerente con l’idea di fondo: creare un oggetto armonico, non solo tecnico.

Materiali e posizionamento: una scelta ambiziosa

Le due versioni raccontano due anime diverse. L’oro rosa è più classico e caldo, mentre il tantalio introduce un carattere più contemporaneo e tecnico.

I prezzi, però, sono importanti. Superare i 50.000 franchi significa entrare in un territorio competitivo, dove il confronto con nomi più affermati è inevitabile.

Qui Fleming gioca una partita delicata: costruire valore percepito non solo attraverso materiali e finiture, ma attraverso una vera identità.

Il Series 1 Mark II non è un orologio che punta a stupire immediatamente.
È un progetto che richiede tempo per essere compreso, proprio come spesso accade con i marchi indipendenti più interessanti.

Fleming dimostra coraggio nel distaccarsi da soluzioni più “facili” come il guilloché decorativo per costruire un linguaggio più personale. Non tutto è perfetto, alcuni potrebbero preferire il carattere più immediato della prima versione, ma la direzione è chiara.

E, soprattutto, credibile.
In un settore dove molti cercano di imitare, Fleming prova a definire. E questo, alla lunga, è ciò che conta davvero.

Per ulteriori informazioni visitalo direttamente sul sito uffciale Fleming.

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