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Fil d’Or Louis Erard x Wire Art: quando l’orologeria incontra il ricamo micromeccanico

Louis Erard dimostra ancora una volta come l’orologeria possa spingersi oltre i confini tradizionali, trasformando la micromeccanica in un’arte capace di stupire e far discutere.
Settembre 2, 2025 – Lorenzo Sana
Fil d’Or Louis Erard x Wire Art, una creazione che fonde precisione meccanica e stile tessile.
Fil d’Or Louis Erard x Wire Art, una creazione che fonde precisione meccanica e stile tessile.

Negli ultimi anni Louis Erard si è distinta per un approccio non convenzionale: proporre creazioni di alta orologeria dal forte contenuto artistico a prezzi relativamente accessibili. Alla guida di questa visione c’è Manuel Emch, che non smette di cercare collaborazioni con artigiani e designer capaci di portare nuovi linguaggi estetici nei quadranti della maison. L’ultima trovata è il Fil d’Or Louis Erard x Wire Art, un orologio che mescola micromeccanica ed estetica tessile in un modo che pochi avrebbero immaginato.

Wire Art nasce nel 2017 dall’intuizione di due ingegneri, Sylvie Villa e Mark Miehlbradt. La loro idea: riutilizzare vecchie macchine per il bonding dei microcircuiti (ormai superate in ambito tecnologico) trasformandole in strumenti artistici. Da qui, la possibilità di “ricamare” l’oro con una precisione micrometrica, creando motivi geometrici che sembrano usciti da un laboratorio di illusionismo visivo.

Il motivo scelto è il cubo, già comparso in altre edizioni artistiche di Louis Erard. Il quadrante è realizzato intrecciando fili d’oro puro 24 carati spessi appena 25 micron, tre volte più sottili di un capello umano. Il risultato è un disegno a chevron tridimensionale che gioca con la luce e cambia profondità a seconda dell’angolazione.

Il processo è tanto complesso quanto affascinante: una piastra di base laccata nera viene incisa al laser con migliaia di micro-cavità. Ogni filo d’oro parte da un punto di ancoraggio inciso, attraversa il quadrante seguendo un tracciato digitale preciso, e termina in una cavità riempita d’oro. Con questo ritmo, la macchina inserisce un filo ogni tre secondi: ne servono 2.320 per completare un quadrante. Un lavoro che non è esattamente artigianato puro, ma nemmeno produzione industriale in senso stretto: una via di mezzo che stimola riflessioni sul futuro dei métiers d’art.

La cassa in acciaio da 39 mm, dallo spessore di 12,82 mm, appartiene alla linea Noirmont Métiers d’Art. Vetro zaffiro bombato davanti, fondello trasparente dietro. Le classiche lancette a spada di Louis Erard sono state aggiornate con una finitura satinata e angoli lucidati a diamante, un dettaglio che al polso si nota eccome.

Sotto il quadrante batte il Sellita SW266-1 elaboré-grade, un automatico solido e affidabile, seppur con una riserva di carica di appena 38 ore, limite ormai percepibile in un panorama dove molti competitor offrono autonomie superiori. Il cinturino in vitello beige, con fodera nera e fibbia ad ardiglione in acciaio, è dotato di sistema a sgancio rapido.

Prodotto in 99 esemplari numerati, il Fil d’Or ha un prezzo di listino di 4.500 CHF (tasse escluse). Un posizionamento interessante: non è un entry-level, ma si colloca nettamente al di sotto dei grandi nomi dell’orologeria artistica.

Louis Erard continua a porsi come laboratorio di contaminazioni tra arte e orologeria. Non tutto convince: l’uso di macchine reimpiegate per creare quadranti così “ricamati” solleva la questione di quanto l’intervento umano resti davvero centrale. D’altro canto, il risultato estetico è indiscutibile: il quadrante ha un impatto scenografico notevole e porta una freschezza rara nel settore.

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