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Doxa Sub 200 II: più grande, più moderna, ma sempre fedele a sé stessa

Un aggiornamento mirato che punta su design e vestibilità, senza cambiare la formula vincente.
Marzo 31, 2026 – Matteo Serpellini

Nel mondo dei diver accessibili, Doxa continua a muoversi con una certa coerenza. La nuova collezione Sub 200 II non stravolge il passato, ma lo aggiorna con interventi mirati, cercando di mantenere intatto quel carattere tecnico e immediatamente riconoscibile che ha reso il marchio così apprezzato dagli appassionati.

Più che una rivoluzione, si tratta di un’evoluzione pragmatica.

Nuova cassa: dimensioni controcorrente

In un momento in cui molti brand stanno riducendo le dimensioni, Doxa sceglie una strada opposta: 44 mm di diametro. Una scelta che può sembrare rischiosa, ma che intercetta una fascia di pubblico spesso trascurata.

Va però detto che il lavoro sulle proporzioni è evidente. Lo spessore scende a 12,8 mm e le anse compatte aiutano a contenere l’ingombro al polso. Il risultato è un orologio importante, ma non eccessivamente penalizzante in termini di vestibilità.

Una decisione che non piacerà a tutti, ma che almeno dimostra una certa coerenza progettuale.

Quadranti fumé: un primo passo interessante

La vera novità estetica è l’introduzione dei quadranti fumé, una prima assoluta per Doxa. Il gradiente scurito verso i bordi, combinato con una finitura sunray, dona maggiore profondità rispetto ai classici quadranti piatti della maison.

Le varianti cromatiche, dal verde al blu fino al grigio, sono ben eseguite, anche se si muovono su un terreno ormai ampiamente esplorato da molti concorrenti. L’effetto finale è piacevole, ma non particolarmente distintivo.

Interessante invece la scelta della versione Redcoral con cassa DLC nera, che aggiunge un tocco più contemporaneo e meno “tool”.

Configurazione classica, senza sorprese

Dal punto di vista tecnico, la Sub 200 II resta fedele a una formula collaudata: lunetta unidirezionale, corona a vite e impermeabilità fino a 200 metri. Nulla di sorprendente, ma tutto ciò che serve per un diver di questa categoria.

All’interno troviamo il ben noto Sellita SW200-1. Affidabile, facile da mantenere, ma ormai prevedibile. In questa fascia di prezzo, però, è difficile chiedere molto di più.

Apprezzabile la doppia opzione tra cinturino in gomma e bracciale mesh milanese, quest’ultimo particolarmente coerente con l’estetica Doxa.

Posizionamento: continuità prima di tutto

Con un prezzo intorno ai 1.600 euro, la Sub 200 II si colloca in una fascia estremamente competitiva. Qui non vince chi innova di più, ma chi offre il miglior equilibrio.

E Doxa gioca esattamente su questo terreno: design riconoscibile, specifiche solide e una proposta chiara.

La Sub 200 II non è un orologio rivoluzionario. E forse non vuole esserlo.
È un aggiornamento intelligente che introduce qualche elemento contemporaneo, come i quadranti fumé, senza snaturare l’identità del marchio.

Le dimensioni importanti divideranno il pubblico, mentre il movimento e la costruzione restano su livelli prevedibili ma affidabili.

In definitiva, un diver onesto. Non perfetto, ma coerente. E, in un mercato spesso dominato da operazioni di marketing più che da sostanza, non è affatto poco.

Per ulteriori informazioni visitalo direttamente sul sito uffciale Doxa.

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