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Il nuovo A. Lange & Söhne – Zeitwerk Date in oro rosa

L’intervista a Wilhelm Schmid, CEO di A. Lange & Söhne, per scoprire il nuovo capolavoro in oro rosa della maison tedesca
Luglio 25, 2025 – Marco De Luca
Lo Zeitwerk Date viene proposto per la prima volta in versione con cassa in oro rosa.
Lo Zeitwerk Date viene proposto per la prima volta in versione con cassa in oro rosa.

Nel mio lavoro da giornalista ci sono giornate davvero speciali, occasioni in cui il normale lavoro quotidiano viene illuminato da un evento fuori dal comune. Quando mi occupavo di politica, poteva essere un’intervista in esclusiva con un ministro, ma quando seguivo lo sport, erano soprattutto le interviste fatte ai miei idoli giovanili, che inevitabilmente vestivano rosso-nero e molto spesso parlavano olandese…

Oggi, l’uscita di un nuovo splendido orologio mi ha regalato un’altra giornata speciale, tutta targata Glashütte.

Merito di una delle case orologiere più speciali ed esclusive al mondo: A. Lange & Söhne, e gli appassionati di orologeria, anzi, di alta orologeria hanno ben presente le incredibili creazioni della maison tedesca.

No, purtroppo non sono andato fino a Glashütte in Sassonia, anche se il mio cuore, molto spesso, è orientato proprio in direzione della città simbolo dell’orologeria tedesca, ma la presentazione del nuovo Zeitwerk Date è stata l’occasione per intervistare il CEO di A. Lange & Söhne, Wilhelm Schmid.

Ho detto Zeitwerk? Sì, ho proprio detto il nome di uno degli orologi che mi affascinano di più da molto tempo. Il sorprendente orologio con ore saltanti capace di portare questa splendida complicazione a un livello ancora più alto. Le visualizzazioni alternative dell’orario mi hanno sempre attratto e le ore digitali non fanno eccezione. Anzi, trovarle su un orologio meccanico crea un contrasto inaspettato che ne aumenta il fascino.

La particolarità di questa nuova versione è lo stesso Schmid a sottolinearla. Per la prima volta lo Zeitwerk Date si presenta con una cassa in oro rosa, una richiesta che arriva direttamente dai collezionisti del marchio.

Ebbene sì, anche i mostri sacri ascoltano i loro acquirenti. Questa cosa, però, non mi ha stupito. La maison sassone infatti ha una produzione limitata dei suoi capolavori, ma anche clienti molto affezionati al marchio. Un marchio molto tradizionale certo, ma che, come in questo caso, è anche capace di osare e trovare soluzioni tecniche innovative.

“Siamo prima di tutto orologiai” mi ha spiegato “Creiamo orologi che sono molto costosi certo, ma sono anche la massima espressione orologiera, sono meccanismi capaci di affascinarti ogni volta che li guardi. Il prezzo finale con il tempo passa in secondo piano perché, quello che conta davvero, è l’emozione che ti regala il tuo orologio e quella si rinnoverà ogni volta”.

Su questo non posso che dargli ragione, basta girare un qualsiasi Lange e lo spettacolo meccanico visibile attraverso il fondello è qualcosa di davvero incredibile.

Dei 75 movimenti creati negli ultimi 35 anni quello dello Zeitwerk è l’ennesima dimostrazione di estrema bellezza ma anche di tecnica sopraffina e grande innovazione.

Si tratta, infatti, di un’ora saltante ma istantanea. Un piccolo aggettivo che vuol dire davvero molto e che ha comportato molte sfide tecniche. I dischi dell’orario cambiano tutti insieme istantaneamente allo scattare del minuto. Un’operazione molto energivora, resa precisa e possibile grazie allo scappamento a forza costante e a un doppio bariletto dotato di due molle motrici.

E poi c’è quella data perimetrale, un’ulteriore complicazione che caratterizza il quadrante di questo Zeitwerk e ne aumenta la complessità tecnica. Tra l’altro, tenetevi forte, anche la data è stata una richiesta dei clienti della maison (puristi del quadrante, mettetevi l’anima in pace).

Tra i contrasti di questo orologio che più mi affascinano (il primo come detto è l’ora digitale su un orologio meccanico), c’è anche quella di una data perimetrale, tipica della metà del secolo scorso, ma senza una lancetta per indicarla. Scegliere una data a finestrella (e dunque digitale) probabilmente sarebbe stato ridondante visto anche le finestrelle delle ore saltanti, e allora ecco la data perimetrale ma indicata da un segmento rosso che si sposta di giorno in giorno. Una nota di colore, come mi ha sottolineato nell’intervista Schmid, che gli piace particolarmente e che rende questo modello ancora più particolare.

Giusto per non farsi mancare nulla, ecco altre due finezze tecniche che semplificano decisamente l’utilizzo di questo orologio. I tasti sulla carrure, inseriti a ore 4 e ore 8, permettono di cambiare al volo l’ora e la data con una semplice pressione.

Una delle cose che mi è piaciuta molto della nostra chiaccherata, non senza un po’ di invidia, è che Schmid gli orologi li testa veramente: “Quando un nuovo orologio è pronto, lo indosso per almeno due settimane per controllarlo”, mi ha spiegato. I privilegi di essere il CEO…

Il discorso a questo punto non poteva che spostarsi sulle complicazioni e sulla scelta di realizzare un orologio così diverso dal resto della produzione della maison. La risposta mi riecheggia ancora in testa e probabilmente lo farà ancora a lungo ogni volta che vedrò la nuova uscita di un qualsiasi orologio. Una semplice similitudine davvero esplicativa direttamente dal mondo dello sport: “Noi facciamo come i free climber, utilizziamo la tecnica delle 4 dita. Tre rimangono ferme, perché la presa deve essere salda, una invece si deve muovere per fare il prossimo passo, perché non si può rimanere fermi”. Un modo davvero perfetto per mantenere il proprio heritage e comunque innovare senza snaturarsi.

Se questi sono i risultati, Herr Schmid, continuate così!

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